28 dicembre 2012

C'era una volta "Turisti per caso".

Ora, non è che voglio fare la parte del nostalgico dei bei tempi andati e via discorrendo, ma la faccio comunque.
C'era un programma RAI, qualche annetto fa che, oltre ad essere innovativo, divertente e stimolante, permetteva di scoprire luoghi che difficilmente potremmo mai visitare in vita nostra (per tutta una serie di motivi).
Il programma in questione è TURISTI PER CASO.
Ideato e condotto dai simpatici Patrizio Roversi e Syusy Blady, i due viaggiatori italici hanno girato il mondo per vent'anni (anni '90 e 2000), alternando il classico turismo aereo-sbarco-visita al giro del mondo in barca a vela, per poi concentrarsi su viaggi tematici come la riproposizione del percorso sudamericano di Charles Darwin oppure una riscoperta dei paesi africani.
Il programma è stato un punto di riferimento per molte persone, i dati di ascolto erano abbastanza alti, sintomo della voglia di scoprire e viaggiare di tanti italiani. In un'epoca in cui internet era una cosa da "americani", in un'epoca in cui le enciclopedie venivano ancora sfogliate su carta, in un'epoca in cui per viaggiare era d'obbligo rivolgersi a una agenzia viaggi, Turisti per caso ha rappresentato un piccolo angolo di paradiso, capace di far viaggiare lo spettatore anche stando da casa. Il format del programma riprendeva a grandi linee il classico filmino familiare delle vacanze, ma con simpatici e mirati commenti fuori campo dei due presentatori e di loro amici accompagnatori.
Qualche giorno fa gironzolavo per Youtube e "per caso" (eheh) mi sono imbattuto in una terna di puntate riguardanti il Giappone


Quel viaggio lì risale al 1999, dal canto mio è estremamente interessante e coinvolgente rivedere ciò che avevo già visto da piccolo, ricordandomi perfettamente alcune sequenze che mi erano rimaste impresse, ma allo stesso tempo riscoprire uno spaccato (seppur con evidenti errori e pregiudizi del tipico turistoide medio che il Giappone è solo samurai e sushi, ma vabbè, col senno di poi siam bravi tutti) di 13-14 anni fa del Sol Levante.
Inorgoglisce intravedere gli italiani dell'epoca in Giappone, tutta gente specializzata nel proprio campo (ingegneria, giornalismo, fisica, economia), tra cui il giornalista italiano Pio D'Emilia  o la cantante italiana Rosanna Zambon, molto famosa negli anni '70 in Giappone in coppia col marito Hide.


Così come fa sorridere notare lo stupore dei presentatori alla vista di un navigatore satellitare per auto, una "giapponesata" bella e buona. Oggi non stupisce più, ma ricordo che all'epoca era comunque recepito come una sorta di finestra sul futuro.
Oppure, in maniera quasi profetica, Patrizio Roversi fa la conoscenza di un giovane Naoto Kan, il quale "potrebbe diventare il primo ministro giapponese". Lo è stato per davvero.


Insomma, è una perla da riscoprire.
I torrenti aiutano.

Chiudo il post con una canzone dei Hide to Rosanna (ヒデとロザンナ)

05 dicembre 2012

Arakawa under the Bridge: capitoli 238-249

Dopo una prolungata assenza dovuta a tanti fattori (COFF Minecraft COFF Assassin's Creed 3 COFF stage lavorativi COFF), ecco gli ultimi due pack di capitoli di Arakawa under the Bridge.
Segnalo il fatto che sono in pari con le traduzioni degli inglesi (il gruppo Slowpoke Manga), quindi non appena loro rilasceranno qualcosa, io continuerò a tradurre. Mancano pochi capitoli alla conclusione del nono volume, ma, come detto prima, ora le mie tempistiche dipendono anche dal gruppo prima citato.
L'opera in patria ha raggiunto il dodicesimo volume e a breve dovrebbe essere pubblicato il tredicesimo.


Arakawa under the Bridge
pack capitoli 238-243: MF
pack capitoli 244-249: MF

07 settembre 2012

Impressioni su Crows Zero



Dalla penna di Hiroshi Takahashi è nato un mondo fatto di risse, scuole piene di delinquenti e gang rivali. Il suo lungo successo nel mondo dei manga si deve a "Crows", fulcro di tutta la sua carriera, attorno al quale sviluppa sequel e spin-off vari, anch'essi di successo. Basti guardare la portata del fenomeno Takahashi nel merchandising della sua opera, che passa dai classici gashapon (in parole terra terra, pupazzetti) fino all'abbigliamento di tutti i giorni.
Ovviamente, il passo dalla carta stampata alla pellicola cinematografica era scontato, ma è comunque arrivato un bel po' di anni dopo.

Infatti, il manga 'Crows' viene pubblicato in 26 volumi dal 1990 al 1998, poi ripubblicato qualche anno dopo in formato deluxe in 18 volumi. Bisognerà aspettare il 2007 per vedere la trasposizione cinematografica dei concetti alla base del manga e non del manga stesso.
Sì, perché 'Crows Zero' è una sorta di prequel del manga 'Crows', ambientato quasi due anni prima. Gli unici personaggi in comune fra pellicola e volumetti sono i tre primini, Hideto Bandou (con il suo Fronte Armato) e Rinda-man che, nonostante le parti marginali a disposizione, fanno da collante fra i due supporti diversi.

Il protagonista della vicenda è Genji Takiya (interpretato dal bravo Shun Oguri), figlio di un alto dirigente Yakuza, che decide di iscriversi al Suzuran, meglio conosciuta come la scuola dei corvi: Crows in inglese vuol dire Corvi, appunto. Il suo intento è quello di riunire sotto il suo comando tutte le gang che fanno parte di questa scuola, impresa che non è riuscita nemmeno a suo padre.
Dietro la macchina da presa c'è "un certo" Takashi Miike, regista giapponese osannato anche all'estero e che ben si destreggia con yakuza, gang giovanili e violenza. La sua maestria fa sì che tutto il film, dalla prima all'ultima scena, sia piacevole da guardare, mischiando sapientemente il serio con il faceto, il sangue con la comicità.
La folta schiera di personaggi risulta ben caratterizzata, grazie alla sceneggiatura di Shogo Muto; dal contendente Serizawa allo yakuza inbranato Ken, fino ai personaggi minori come il padre stesso di Genji e la giovane e affascinante Ruka.

Da un lato si potrebbe avvertire una sorta di "commercializzazione" del prodotto, in quanto dà alla spettatore medio ciò che desidera, un film pieno di scazzottate, seppur farcite con qualche effetto speciale. Eppure non è così, Takashi Miike riesce a non svendersi e confeziona un prodotto adatto al grande pubblico, ma con il proprio stile inconfondibile. Orde di ragazzotti che si sfogano giorno dopo giorno in innumerevoli risse, tutto pur di ottenere il potere, il riconoscimento di maschio alpha, di schiacciare il più debole per essere riconosciuti come il più forte; eserciti interi di giovanotti testosteronici che si affrontano sulla nuda terra di fronte alla propria scuola. Distanti, se non nulle, le figure genitoriali (l'unico genitore che si vede nel film è il padre di Genji, molto assente già di suo nel rapporto padre-figlio) che lasciano libero sfogo alla prole, tanto quanto le altre figure di educatori come i professori, praticamente inesistenti al Suzuran.

D'impatto è la scenografia, che regala lo sfondo di un Giappone ricolmo di bassifondi, con edifici ricoperti interamente da graffiti, con rovine industriali sparse qua e là. E i corvi che vi svolazzano sopra innaffiati dalla luce arancione del tramonto a pioggia finita. Le riprese aiutano il dinamismo del film nelle scene più concitate, rendendo godibili e avvincenti i combattimenti.
La colonna sonora spicca per il suo carattere, alternando sia brani strumentali molto vivaci sia canzoni vere e proprie a opera di svariati gruppi rock giapponesi. Non si possono non citare, appunto, i The Street Beats, con il brano I wanna change, feticcio assoluto di Takahashi Hiroshi, il quale inserisce il nome della band dappertutto nelle proprie opere.
'Crows Zero' è un ottimo prodotto, adatto non solo agli appassionati del genere o agli amanti dell'universo di Takahashi Hiroshi. Il film ha una base solidissima di attori in gamba, impossibile non apprezzarli. C'è un po' di tutto: violenza, amicizia, yakuza, amore, onore. Consigliatissimo.

04 settembre 2012

Arakawa under the Bridge: capitoli 232-237

Immagine tratta dall'anime, sequenza che ripercorre quella presentata in questi capitoli.
Arakawa under the Bridge
Capitoli 232-237: MEDIAFIRE

26 agosto 2012

25 agosto 2012

Bambino! capitolo 87 / Bambino! VOLUME 8

La protagonista di oggi, la mela.
 Bambino!
Capitolo 87 - MEDIAFIRE


E con questo capitolo termina il volume 8.
Riporto qui sotto il link per scaricare il volume intero, sono state apportate alcune correzioni.
Bambino! VOLUME 8 -  MF - DDL

22 agosto 2012

Bambino! capitolo 84

In questo capitolo si fa riferimento al drama omonimo tratto dal manga.
Qui sopra ho messo la fascetta allegata al volume per pubblicizzare
la messa in onda del drama prima citato.


Bambino!
Capitolo 84 - MEDIAFIRE

20 agosto 2012

Bambino! capitolo 82

Un dolce a forma di cuore che riunisce i temi
trattati nel capitolo di oggi.


Bambino!
Capitolo 82 - MEDIAFIRE

16 agosto 2012

Bambino! capitolo 78

Dopo una pausa vacanziera molto dilatata, torna Ban Shogo e il
suo malessere quotidiano con l'essere un cuoco.

Bambino!
Capitolo 78 - MEDIAFIRE

22 luglio 2012

Lo scheletro impossibile - aggiornamento

Un piccolo aggiornamento.
Come già annunciato, le scan italiane hanno fatto il loro debutto.
Su MANGASCAN trovate il primo capitolo.


Oppure a questo link.

08 luglio 2012

Lo scheletro impossibile


This is Our Planet from Tomislav Safundžić on Vimeo.

E poi mi guardo questo video e rimango ammutolito.
Complice il suggestivo accompagnamento musicale, The XX - Intro, ammiro esterefatto le immagini che scorrono senza sosta e che mi mostrano un pianeta come raramente viene mostrato. E si rimane affascinati anche perché si percepisce quel senso di "nuovo", di mistero che tanto ci attirava da bambini, quando alla domanda "che vuoi fare da grande?" rispondevamo "l'astronauta". O almeno io davo quella risposta.

Non mi definisco un fanatico o un patito di fantascienza, di certo non a livelli estremi, però i film di tale genere mi piacciono quasi tutti (L'uomo bicentenario, A.I. Intelligenza Artificiale e tutto il filone che ne deriva), mi piace anche Star Wars, ma non lo considero un film di fantascienza, ma questo è un altro discorso.
No, per dire, per me è un racconto classico di cappa e spada in salsa spaziale. Basti pensare ai tòpoi per antonomasia del genere: c'è un protagonista buono (Luke), il suo mentore (Obi-Wan), l'aiutante (Han Solo), la principessa da salvare (principessa Leia), ci sono i cavalieri (Jedi) e l'antagonista finale (imperatore Palpatine) con un pizzico di drama familiare (Darth Vader), spade (spada laser) ecc... Ma ripeto, questo è un altro discorso. 

Ritornando alla fantascienza pura, non posso non citare alcuni libri che ho letto (Io Robot, Ciclo della fondazione). E Isaac Asimov rimane il mio autore preferito.

Poi scopro per puro caso questo manga qui: Inherit the Stars (read online)

Inherit the Stars, disegnato da Yukinobu Hoshino (già autore di 2001 nights, edito in Italia da Flashbook) che di per sé ci sguazza agilmente nel genere fantascientifico, è ispirato al romanzo omonimo Inherit the stars di James P. Hogan, in italia pubblicato col titolo "Lo scheletro impossibile".

Trama
Una tuta rossa d'astronauta con dentro uno scheletro umano. Non sarebbe poi una scoperta così sensazionale, perché sulla Luna c'è una grossa base spaziale, con decine di scienziati che vanno, vengono, esplorano, frugano, e che possono avere incidenti. Ma questa volta non si segnala nessun incidente, nessun uomo è mancante. E la tuta è di un materiale ignoto, contiene strumenti mai visti e un giornale di bordo scritto in un alfabeto indecifrabile. Un extraterrestre, allora? Attorno all'enigma di "Charlie", come viene battezzato lo scheletro, si scatena un'appassionante controversia internazionale dove tutti i rami della scienza, dalla paleontologia alla chimica, dalla crittografia alla fisica, sono coinvolti. Ogni teoria, ogni soluzione, appare plausibile e valida finché non viene drammaticamente smentita dalla successiva. Ma tutte concordano su un punto: lo scheletro di Charlie è un'assoluta impossibilità. "Fantascienza pura", così Isaac Asimov ha definito questo romanzo in cui, una volta tanto, l'accento principale cade sui fatti, le idee, la possibilità e gli uomini della scienza d'oggi.

Ed è una cosa che mi ha acceso una lucina dentro che boh, non so spiegare come.
Avevo già fantasticato di voler scrivere un giorno una sorta di romanzo fantascientifico, dove gli umani scoprivano tracce appunto "umane" su altri pianeti, facendo crollare ogni certezza pregressa sull'evoluzione sulla Terra. Ed eccolo là, bell'e pronto, scritto già da qualcun altro trenta/quaranta anni fa. Mi ci fiondo a razzo. Praticamente è la storia che avrei voluto scrivere e me la trovo già scritta, soprattutto in maniera sublime, contorniata da tecnicismi su fisica, chimica e biologia che io nemmeno mi sognerei.

E cavolo se merita, il manga.
Yukinobu Hoshino ha un tratto sublime, sembra che abbia più uno stile "europeo" che prettamente giapponese. Di certo si discosta da tutti i cliché stilistici che imperversano in questi anni nel Sol Levante, facendo sembrare visivamente ogni personaggio una fotocopia di un altro. Ecco, lui no, disegna in maniera precisa, rispetta le proporzioni e costruisce le tavole in maniera cinematografica.



Stravolge leggermente il racconto di James Hogan, modificando alcuni dettagli della storia (nel racconto originale, lo scheletro viene trasportato sulla Terra e subisce dei danni; nel manga, il cadavere mummificato, e quindi non scheletro, rimane sulla Luna, ma brucia in un incendio), tuttavia sono delle trovate che acquistano senso con l'avanzare dei capitoli. Ho già visionato i due volumi giapponesi per ora disponibili in giro e mi trovo d'accordo con tali scelte stilistiche.

Le scan italiane del manga vedranno la luce sui lidi di MangaScan, dove ho già provveduto alla traduzione dei capitoli finora disponibili in inglese. Mi sono attenuto per quanto possibile ai termini tecnici usati nell'edizione italiana del racconto, che ho quasi finito di leggere (anche se è il primo di una saga di ben cinque libri, di cui solo tre pubblicati in Italia nella collana Urania). Aspettiamo solo del materiale che ci verrà fornito dal team straniero, Illuminati, e che ci faciliterà il lavoro di typesetting e via dicendo.

Consigliatissimo.

Arakawa under the Bridge: capitoli 226-231

Arakawa under the Bridge
Capitolo 226-231: MEDIAFIRE

11 giugno 2012

Arakawa under the Bridge - volume 8

Arakawa under the Bridge
Volume 8: MF - DDL


Corrette alcune imprecisioni, a presto con i primi capitoli del volume 9.

09 giugno 2012

Arakawa under the Bridge: capitoli 221-225 più Extra / Fine volume 8

Arakawa under the Bridge
Pack capitoli 221-225 più Extra: MEDIAFIRE


Siamo giunti alla fine dell'ottavo volume di Arakawa under the Bridge.
Il volume completo sarà rilasciato nei prossimi giorni, c'è qualche correzione da fare e quindi ci vorrà un po' più di tempo.
Manca poco e avremo raggiunto le release in inglese.

Bambino! capitolo 77


Penne con porcini, spinaci e briciole croccanti.



Bambino!
Capitolo 77 - MEDIAFIRE

Primo capitolo del volume 8.

06 giugno 2012

Bambino! VOLUME 7

Bambino!
Volume 7: MF - DDL


Corrette alcune frasi e qualche refuso di troppo.

Di Silver Surfer

Mi ricordo che, quand'ero piccolo, ero rapito e meravigliato dai cartoni animati di Iron-Man, X-Men, I fantastici 4, Uomo Ragno, tutta la scuderia Marvel.
Erano delle serie che, a parte certe sostanziali differenze rispetto alla controparte cartacea, avevano comunque il loro fascino. Le animazioni non erano male, le storie pure, per non parlare delle colonne sonore o delle sigle d'apertura.

Sigla d'apertura di TAS (the amazing spiderman)


Cioè, non so se mi sono spiegato.


E poi c'era un intreccio assurdo. Ricordo che nella serie degli X-Men, a un certo punto, si finiva sul pianeta dei Kree, oppure si combatteva contro Apocalisse. E ricordo pure un breve cross over con la serie di Amazing Spiderman.
Nella serie dei Fantastici 4 rimembro ancor la Zona Negativa, il miniverso e roba similare.


Poi qualcuno decise di produrre una serie animata anche per Silver Surfer.


Come si fa a non innamorarsi di un qualcosa che inizia con una sigla del genere?
Detto con tutta franchezza, Silver Surfer divenne il mio personaggio preferito in assoluto, lo è tuttora.
Ma perché?
Sicuramente perché era una serie con una profondità di contenuti incredibile, forse abbastanza ritriti, ma comunque interessanti.
C'è quest'uomo argentato che solca le galassie a bordo della propria tavola, in cerca della propria terra natìa e della sua amata Shalla-Bal. Il suo potere/maledizione deriva da Galactus, entità galattica divoratrice di pianeti, il quale risparmia il mondo di Norrid-Radd prendendo quest'ultimo come proprio araldo (e col nome di Silver Surfer). Silver Surfer si impegna nell'indirizzare Galactus verso pianeti disabitati, in modo da non creare danni alle forme di vita dei mondi abitati.
Poi c'è il tradimento di Silver Surfer in quanto Galactus cancella il nobile proposito dalla mente del suo araldo, ma Silver riesce a ricordare tutto e lascia il proprio incarico. Galactus, adirato, scaglia il pianeta natale di Norrid-Radd nello spazio profondo. E qui parte il pellegrinaggio del nostro protagonista.


Pellegrinaggio è la parola giusta.
Nel frattempo, Lui continua a vagare.
Così come da sempre affascinano le domande sul perché della vita, sul perché siamo qui, Silver Surfer inizia questo viaggio siderale, fra imperi galattici e forme di vita elementari, fra luoghi mistici e buchi neri, ricercando la conoscenza universale per trovare il proprio pianeta. E lo si vede vagare solitario, a volte in preda alla disperazione.
Incontra entità cosmiche quali l'Osservatore Uatu, Infinito, Eternità, essere onniscienti e onnipotenti. Viene in contatto con altri personaggi incredibili, tipo Beta Ray Bill (praticamente un Thor alieno), Adam Warlock e altri araldi di Galactus, gli imperi Skrull e Kree. Il nemico principale della serie rimane Thanos, ossessionato dal suo amore per la Morte, entità galattica racchiusa nella pietra.


La serie consta di soli 13 episodi, un'unica stagione.
Eppure, a quanto ho capito, gli ascolti erano buoni, gli script per le puntate della seconda stagione erano già pronti (in giro si trovano). Poi non se n'è fatto più niente, tutto è stato accantonato. La cosa brutta è che la prima stagione termina con un cliffhanger esagerato, roba da mangiarsi le mani.




Silver Surfer ricompare poi nel secondo film de I Fantastici 4. Film che sinceramente trovo ripugnante e lesivo per l'immagine del surfista galattico. Praticamente è un personaggio buttato lì, fa una lunga comparsata e poi si sacrifica come un Cristo qualunque. No, non si fa.

Cosa curiosa da ricordare è il videogioco omonimo per NES, considerato uno dei più difficili mai creati. Qui un link per giocarci online. La colonna sonora è fantastica, è composta dai fratelli Follin, ma rimane comunque un gioco impossibile.
E QUI trovate l'assurda recensione del gioco a cura di The Angry Videogame Nerd.
Roba da matti.


05 giugno 2012

Bambino! 75-76

Ultimi due capitoli del volume 7.
Il volume completo sarà uppato a breve, il tempo di sistemare qualche refuso sparso.

Bambino!
Capitolo 75 - MEDIAFIRE
Capiotlo 76 - MEDIAFIRE

12 maggio 2012

Riprendiamo fiato.

Già, riprendiamo un po' di fiato.
Personalmente parlando, questo è un periodo impegnatissimo e importantissimo, si accavallano proposte serie per il mio futuro che sto cercando di prendere al meglio.
A parte il pensiero ingarbugliato scritto sopra, voglio solamente dire che Mondo 12 si prende una pausa (lunga, corta, non si sa) di riflessione.
Tutto nasce come passatempo, come hobby, e di solito i piaceri personali sono i primi da sacrificare per ottenere quello che al momento più mi alletta.
Probabile che qualcosina verrà rilasciata, ci sono un volume e qualcosa di Bambino! in fase (seppur lenta) di edit, quindi il ruscello non rimarrà asciutto.

Occhio.

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