25 febbraio 2017

Son of Zorn arriva in Italia

Nemmeno a farlo apposta, scopro che la serie Son of Zorn, la cui prima (e per ora unica) stagione è stata tradotta amatorialmente dal sottoscritto, arriverà ufficialmente in Italia, con relativa localizzazione nella nostra lingua, sul canale FoxAnimation dal 9 marzo 2017. Però bisogna avere SKY, quindi...



All'interno del link ci sono due clip di anteprima.
La clip di presentazione ripropone i minuti iniziali della prima puntata e... sorrido nel vedere come è stata tradotta la prima frase di Zorn: il professionista è arrivato alla mia stessa conclusione e la scelta di traduzione coincide in toto. Non vedo l'ora di scoprire come verranno adattati tutti gli altri giochi di parole e capire se si poteva fare meglio o meno.
Detto questo, rilascerò il pacchetto di traduzioni tra qualche giorno per scrupolo personale, e vi invito caldamente, almeno per chi ha SKY, a godersi la serie con una traduzione professionale.

24 febbraio 2017

Son of Zorn s01e13 - All Hail, Son of Zorn - SEASON FINALE - sub ITA

Finale di stagione per Son of Zorn.
Non si sa se ce ne sarà una seconda o meno. Nel caso, sarà riportato qui sul blog.

Sottotitoli per la versione SVA, mi raccomando.



Questi sottotitoli li trovate su Opensubtitle: LINK
e anche su addic7ed: LINK



Fra qualche giorno rilascerò un pacchetto contenenti le traduzioni della prima stagione rivedute e corrette.
E credo anche un paio di post sulle sfide di traduzione incontrate e un mio parere sulla serie. 
A presto.

23 febbraio 2017

[Bonelli] Morgan Lost 17 - Jerome X

uscita 21/02/2017
Soggetto: Claudio Chiaverotti
Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti
Disegni: Alessandro Pastrovicchio
Copertina: Fabrizio De Tommaso
Colori: Arancia Studio


Troppe domande attanagliano la mente di Morgan Lost: chi lo chiama fuori dalla finestra del trentesimo piano, nel cuore della notte? Chi ha brutalmente ucciso la bella nel tunnel dell'amore? Chi ha infranto l'orologio del tempo? Ma soprattutto… chi è Jerome X?
Diciassettesimo albo per Morgan Lost.
C'è un bambino, probabilmente affetto da una forma lieve di autismo, che ha un amico immaginario, più o meno come tutti i coetanei di questo mondo, che però gli parla e gli consiglia cosa fare. La famigliola sembra felice, la classica scenetta del focolare americano anni '50: madre casalinga e padre lavoratore, nella fattispecie orologiaio (elemento importante). Succede che d'improvviso, durante la cena, la moglie confessa in lacrime al marito di averlo tradito, quest'ultimo si allontana dal desco e torna in negozio per cercare di assimilare la notizia ed evitare di fare pazzie.
Nel frattempo, un individuo non meglio identificato libera delle creature dallo zoo, tra cui un gorilla, una tigre e un dinosauro volante preistorico, scatenando panico e morte in città, ma tutto si risolve grazie all'intervento dei corpi speciali. Morgan Lost, per l'appunto e per puro caso, si scontra proprio con la tigre, uccidendola per evitare il peggio. Morgan è sovrappensiero, tra lui e una donna è scattata una passione improvvisa e ciò gli rende la mente assorta fra mille dubbi e ripensamenti.
SPOILER: un po' anche riprendendo quanto visto nella serie tv WestWorld, interessante è il parallelismo fra le due storie narrate che all'apparenza sembrano avvenire nello stesso momento. E invece no, avvengono a distanza di anni. E quindi, colpo di scena, il bambino della prima storia non è altri che l'assassino del mese che ha liberato le bestie dallo zoo. Un individuo fortemente scosso, per altro, dall'aver assistito al suicidio della madre prima e alla morte del padre per infarto dopo pochi mesi, e che quindi da adulto diventa uno squilibrato pericoloso.

Purtroppo, però, Morgan Lost (serie) ricade su un aspetto che mi ha sempre lasciato interdetto, ossia spiegare per filo e per segno cosa è accaduto, come se io non potessi arrivarci autonomamente, cose se avvenimenti del genere non facessero parte del tessuto della cronaca quotidiana. C'è tutta una sequenza che si svolge fra la profiler Pandora e il nostro Morgan che è praticamente uno spiegone duro e puro. Si cerca di aggiustare il tono aggiungendo alla spiegazione razionale una non razionale, direi quasi romantica e forse più facile da digerire. Tuttavia l'albo è piacevole, scorre un po' a singhiozzo, ma la quadratura del cerchio avviene tutta nel finale e riallaccia tutti i frammenti sparsi nelle pagine precedenti.

Ai disegni, con sorpresa e piacere, ritrovo un nome a me molto familiare, cioè quello di Alessandro Pastrovicchio, già apprezzato alle chine di PK, in coppia col fratello Lorenzo ai disegni. Infatti, l'ora disegnatore Alessandro non lesina qualche incursione del suo stile disneyano nei disegnini appesi al muro e sparsi in questo albo. Oltretutto, mi accorgo solo ora, ha anche disegnato gli albi 4 e 22 di Saguaro, altra serie Bonelli che ho apprezzato moltissimo.
Copertina ottima come sempre, anche se non capisco bene la presenza di quel mostro blu che attacca Morgan, nell'albo non c'è.

Nota positiva per l'accenno marcato di una trama orizzontale, anzi... meglio dire di una continuità più serrata, come da me più volte desiderato e auspicato. Anche nell'editoriale a inizio numero si fa riferimento a tale continuità che, a quanto pare, cambierà il mondo di Morgan Lost (personaggio e serie). Bene così.


14 febbraio 2017

07 febbraio 2017

[Bonelli] Morgan Lost 16 - Ricordati di Elizabeth

Uscita: 21/01/2017
Soggetto: Claudio Chiaverotti
Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti
Disegni: Giuseppe Liotti
Copertina: Fabrizio De Tommaso
Colori: Arancia Studio


Elizabeth ha diciassette anni. Ha freddo, ha paura, eppure è morta… Il suo killer è conosciuto come l’Uccisore di Scarafaggi, e se Morgan Lost non riuscirà a fermare la sua mano assassina, farà del male ad altre ragazze!...
Sedicesimo albo di Morgan Lost.
Bel traguardo, a prescindere che le serie piaccia o meno. Soprattutto se l'autore, Claudio Chiaverotti, dà notizia che la serie proseguirà oltre il venticinquesimo numero.

C'è in circolazione un nuovo killer che ammazza giovani donne, si è ritagliato la sua fetta di fama in questo mondo ucronico dove i killer sono adorati come star (ma succede anche da noi, riflettiamoci bene), ma non come sperava, i suoi omicidi non fanno notizia e passano in secondo piano se paragonati a quelli di killer più noti. Quest'uomo, che di professione fa il disinfestatore da topi e scarafaggi, è l'emblema della mediocrità e credo sia questo il tema portante dell'albo.
Il killer, come vediamo all'inizio, convive col ricordo della madre morta, idealizza una modella famosa come la donna perfetta, scoprendo poi che non è così. E (SPOILER) morirà per mano sua, in maniera beffarda, continuando imperterrito il proprio percorso di vita mediocre... morte compresa.
La donna, la modella in questione, è anch'essa una personificazione della mediocrità... una donna estremamente volubile, accecata dalla fama e consapevole della propria bellezza. Non esiterà a sedurre il Nostro Morgan Lost per poi scaricarlo alla prima occasione, illudendolo. Quante storie del genere accadono oggigiorno nel nostro mondo? In questo fumetto è sicuramente tutto molto semplificato per via del numero di pagine, ma credo il messaggio sia chiaro.
E poi c'è un certo personaggio, la giovane Elizabeth, uccisa a inizio albo dal killer e che, da fantasma osserverà lo svolgersi degli eventi, quasi lamentandosi di essere stata uccisa da un killer non troppo famoso come Wallendream, quasi la sua scomparsa fosse poco importante per eventuali indagini e non al pari delle altre vittime. In poche parole, una vittima mediocre. Una vittima qualunque, di cui solo il lettore saprà che fine abbia fatto, e che rimarrà tale finché il corpo non verrà scoperto da Morgan intento nella sua indagine.

Albo che tutto sommato non è malaccio.
Soprattutto ora, dopo sedici albi, dove è grossomodo chiaro cosa aspettarsi da questa serie numero dopo numero. E forse è meglio così, questo tempo è stato impiegato per costruire un mondo e un contesto poco veritiero, ma credibile, in cui ambientare storie che hanno qualcosa da raccontare.

Disegni di Giuseppe Liotti notevoli, in linea con ciò che si è visto finora.
Forse la colorazione sembra quasi fuori posto, un po' posticcia.

Morgan Lost procede dritto, tranquillo, con la sua bella formula autoconclusiva, ma... forse abituato al prodotto televisivo, mi piacerebbe intravedere per lo meno un accenno di trama orizzontale, un filo rosso da seguire pian piano e che accompagni la lettura.


03 febbraio 2017

Il fansub delle serie giapponesi è morto

D'accordo che negli ultimi due/tre anni anni, o anche di più, mi sono allontanato volontariamente dal sotto-mondo delle scan e del fansub (intendo come fruitore), ma solo ora mi accorgo che il fansub delle serie giapponesi è praticamente morto.
Essendo stato per un tempo relativamente lungo anche dalla parte di chi "produce", nella fattispecie le scan dei manga, conoscevo anche il funzionamento del fenomeno parallelo del fansub delle serie anime, tutte le fasi di lavorazione e via dicendo.
Ci sono arrivato con due anni di ritardo.


Senza nascondersi dietro un dito, sottotitolare un anime non è per nulla semplice e può risultare lungo e tedioso, a mio parere anche di più rispetto al processo similare che c'è dietro alle scan (che comunque mica scherza). Quindi, per dire, non è da tutti.
Il fansub di serie giapponesi in Italia è nato grossomodo agli inizi degli anni 2000, grazie anche a una maggiore diffusione e velocità delle linee internet, da quei bambini che negli anni '80 e '90 sono cresciuti con i cartoni animati del Sol Levante, imparando a conoscere indirettamente, anche se in maniera a volte edulcorata da una traduzione del doppiaggio troppo frenata, un paese affascinante ed esotico. Quei bambini, una volta cresciuti, da autodidatti hanno portato in Italia, in maniera ovviamente non legale, tante serie animate snobbate sia dalle televisioni nostrane che dai canali di distribuzione home video.

Poi si sa come sono andate le cose, non serve rinarrare a grosse linee la storia del fansub in Italia.
Ma... ma... ma... il punto "debole" su cui si reggeva il tutto, e qui il discorso comprende sia le scan che il fansub, era l'illegalità data dall'infrazione del diritto d'autore. Possiamo raccontarci tutte le favoline dal caso, come sempre si è fatto in questi casi, che lo si fa per passione, che il fenomeno amatoriale fa scoprire le nuove serie che verranno acquistate ufficialmente ecc... ecc... aria fritta e strafritta. Ma l'illegalità rimane, oltretutto che il fansub basava la propria caratteristica sulla condivisione di materiale video con i sottotitoli impressi, i famosi Hardsub.
Quello che faccio io con Son of Zorn, per esempio, si chiama Softsub, cioè rilascio solo il file di traduzione, un semplice quanto banale file .txt. Il compito di "violare" la legge reperendo la puntata in questione da internet ricade sullo spettatore che si serve del sottotitolo. Il softsub rientra in una zona grigia della legalità che ancora faccio fatica a capire bene: si parla di infrazione del diritto di traduzione (QUI dovrebbe essere spiegato meglio), ma alla fin fine il verdetto qual è?
Ma vabbè, semplifichiamo enormemente il discorso dicendo che il softsub è "legale"... ma di certo l'hardsub, prerogativa del fansub, è (era) totalmente illegale.
In entrambi i casi, comunque, il fansub ha avuto successo perché gratis. E gli utenti sono stati abituati ad avere tutto e subito senza spendere nulla.
Ed è più o meno ciò che è successo con Steam, la piattoforma digitale di videogiochi per pc, che ha dato una grossa sferzata ai giochi piratati. Un gioco originale e a prezzo irrisorio batte lo stesso gioco piratato, gratuito, ma pieno di errori e crack varie.

Anche se ora poco attivo, fino a pochi anni fa era bello vispo il forum RecensubsHQ, un indicatore della qualità del fansub nostrano. All'interno vi discutevano i componenti dei maggiori gruppi di fansub italiani, ma anche utenti e fruitori in genere, andando anche a scambiarsi consigli e soprattutto pareri e recensioni di vari gruppi all'epoca attivi. Notevole la vena sarcastica con cui venivano perculati pesantemente quei fansub che nascevano come funghi e che erano formati da minorenni sgrammaticati. Ma lo stesso, nel senso dei gruppi che nascevano come funghi, accadeva anche per le scan... con la differenza che mentre i gruppi di fansub scarsi si estinguevano dopo poco tempo per manifesta incapacità, i gruppi di scan nati nello stesso modo continuano ad esistere e a rimanere ugualmente scarsi tutt'oggi.
Ritornando al discorso, il forum di Recensubs ha visto pian piano calare l'attività, anche perché hanno chiuso i battenti, hanno gettato la spugna, si sono arresi anche i gruppi fansub di un certo livello. A quanto pare, le persone più in gamba sono state reclutate dai vari canali ufficiali italiani. Da ricordare anche la regola non scritta sull'etica del buon fansubber, cioè interrompere qualsiasi serie in lavorazione non appena in Italia ne venivano acquistati i diritti. Sempre illegale rimaneva, ma almeno c'era una parvenza di etica e così si è andati avanti per molto tempo.
Ricordo col sorriso un gruppo in particolare che seguivo assiduamente, gli Omoshiroi, che subbarono le due serie di Kaiji e quella di Akagi, sicuramente prodotti che mai si vedranno ufficialmente in Italia. Ma ora è tutto finito e il sito degli Omoshiroi è scaduto da anni.

Che poi, alla fine, cosa è successo? Grossomodo quello che si auguravano molti quando il fenomeno amatoriale era al suo apice, cioè un sistema assolutamente legale che facesse risultare obsoleto e inutile quello illegale. E così è stato.
Tanti sono i servizi di streaming legale presenti in Italia, ne cito giusto quattro fra quelli che conosco, ma ce ne saranno sicuramente altri:

VVVID - link
Popcorn TV - link
Crunchyroll - link
Yamato Animation - link

L'unico inconveniente vero e proprio è che delle serie proposte vengono acquistati i diritti di pubblicazione, e questi diritti prima o poi scadono dopo qualche mese, quindi... ma forse siamo stati abituati ad avere tutto e subito, non riusciamo ad essere veramente obiettivi sulla questione e vediamo la cosa come un problema.

Questi servizi hanno dato quindi una alternativa valida, gratuita, legale, sicura, comoda e soprattutto professionale. Perché è inutile che ci giriamo attorno, la traduzione amatoriale, per quanto fatta bene, rimane amatoriale e non può essere preferita a un lavoro di un professionista (anche se, per esempio su VVVVID, ho notato molti errori di punteggiatura e qualche verbo avere senza H).
Per carità, ci sono casi e casi di errori di professionisti (The Big Bang Theory) e di grandi capacità di adattamento dell'appassionato (Bojack Horseman), ma anche il traduttore amatoriale, quello che si erge a paladino della passione, sbaglia spesso e volentieri. QUI, per esempio, gli esempi lampanti.
Per dire, anche il mio lavoro su Son of Zorn è quello che è. Se mai un giorno ci dovesse essere una versione ufficiale, è normale scegliere un prodotto curato da dei professionisti, cosa che io ancora non sono. Poi ci faremo tutte le seghe mentali con tutti i confronti del caso, dove la traduzione amatoriale risulterà migliore, ma non sempre è così.

La conclusione, dopo questo discorso disordinato, è che il fansub delle serie giapponesi in italiano, che si basava principalmente sull'hardsub, è praticamente morto (o al massimo agonizzante).
Invece, il "fansub" delle serie tv anglofone è più vivo che mai e continua a crescere perché ha sempre puntato sul softsub, basti vedere i tanti team di traduzione che nascono dal nulla ogni tanto. Anche se sono curioso di capire come evolverà il pubblico nei prossimi anni in relazione ai servizi di streaming analoghi a quelli prima citati, ma di più ampio respiro, tipo Netflix e Amazon Prime Video, e che sono l'alternativa vera e propria ai softsub delle serie tv anglofone.

27 gennaio 2017

Due parole sulla mia traduzione di Son of Zorn - PARTE I

Non ricordo su quale sito, stavo leggendo un articolo che presentava tutte le nuove serie tv dell'autunno 2016.
Mi cade l'occhio su una immagine e sulla descrizione di Son of Zorn, serie che mischiava la tecnica di animazione con attori reali (non è una novità, un esempio lampante è Mary Poppins che è addirittura del '64) e che strizzava l'occhio alla cultura anni '80.
Premessa, quest'ultima, in parte mantenuta: Zorn è un guerriero a mo' di He-Man, anche il suo mondo Zephyria e i personaggi di contorno ricordano tantissimo la mitica serie animata degli anni '80. Però, per il resto, non è altro che uno sguardo ironico alle problematiche in cui si imbatte una coppia separata/divorziata con figli. Ma forse su questo ci torneremo dopo.

Per quanto riguarda la traduzione, ci sono delle difficoltà belle grosse dovute sia all'eccessivo slang americano e sia a neologismi/parole inventate derivanti dalla bizzarra terra di Zephyria.
Se nel secondo caso, una volta entrato nell'ottica, viene tutto naturale ed è divertente dare una propria interpretazione che rispecchia in un certo qual modo il senso di stupore/smarrimento che provano gli anglofoni, nel primo caso è tutto un casotto: due personaggi in particolare, Alan(gulon) e Craig, tendono a usare espressioni estremamente gergali e che è difficile riproporre in italiano dato che manca un corrispettivo valido. Ma internet è un posto meraviglioso e cercando in giro qualche soluzione la si trova sempre.

Approfittando anche dell'ennesima pausa di programmazione della serie, andrò a stilare degli interventi in più parti riguardo la traduzione della serie. In questa prima parte elencherò le scelte più particolari che ho preso per i primi cinque episodi e perché.

EPISODIO 1

 

Cut in, in italiano, significa intromettersi. E fin qui ci siamo.
Però c'è quell'elemento visivo molto potente, cioè Zorn che taglia in due il mostro, che non si può ignorare. Cut in infatti può anche intendersi come cut in (half), cioè tagliare a metà. Quindi come mantenere l'ambiguità del gioco di parole e di immagini? Con un bel darci un taglio che sta per sia per il taglio al mostro che, in senso molto lato, intromettersi nella battaglia. Mi sembra una buona soluzione.



Alzi la mano chi sa cosa sia Altoids.
Lo spiego io: Altoids è un marchio di mentine molto famoso negli Stati Uniti. La particolarità è che queste mentine vengono distribuite in piccoli astucci/scatolette metalliche.
Nel dialogo precedente, Scott (in immagine) si lamenta del fatto che, da quando il padre di Alangulon è entrato a scuola con la spada tanti anni fa, abbiano messo i metal detector all'ingresso, in questo modo non può più introdurre un oggetto metallico quale la scatolina Altoids. In Italia non le ho mai viste o, per meglio dire, ci sono, ma io non le ho mai notate. Ricordo quelle mentine superforti della Fisherman's, in quelle bustine di carta o le Tic-Tac nei loro astucci di plastica, ma sicuramente le mentine in scatolette di metallo non è che rientrino nel bagaglio culturale comune degli italiani, soprattutto il marchio Altoids che avrebbe lasciato spaesato più di uno se l'avessi lasciato tale e quale. Quindi, per preservare l'immediatezza della battuta, ho sostituito Altoids con i cestini per il pranzo tipici americani, di solito fatti di latta (ci ricordiamo i Simpson, sì?), ma per l'occasione diventati di plastica. Ci sta.


EPISODIO 2


Ora devo svelare un segreto.
Ogni tanto, nella traduzione di questa serie, ho messo delle sorte di indicatori, di segnalibri, di elementi che, se avessi ritrovato tali e quali nel lavoro di altri, avrei capito che probabilmente non era farina del loro sacco e che forse avevano usato la mia traduzione per fare un confronto delle parti ostiche. Uno di questi è maiden tradotto con signorina che vuol dire anche quello, ma che nel registro fantasy-medievaleggiante di Zorn è preferibile tradurre con donzella (o al massimo pulzella, ma forse è troppo oltre). Ho trovato in giro due episodi sub-ita di Zorn tradotti da un altro team (con qualche mese di ritardo rispetto a me) e, pur apprezzando alcune scelte di traduzione, storco il naso per molte altre e per certi errori commessi. Questa frase in particolare è uguale e identica, ma può essere un caso. Non che la mia traduzione sia perfetta ed esente da difetti, per carità, è un prodotto amatoriale e come tale va inteso, ma non mi sento di peccare di falsa modestia o di eccessiva presunzione nel dire che la mia traduzione, con tutti i suoi limiti, sia migliore. La serie non è semplicissima da tradurre, ma nemmeno impossibile.
Ritornando a noi, le parole "cambiate" non inficiano il senso delle varie scene, ma assicuro che saranno tutte corrette quando rilascerò il pacchetto di traduzioni dell'intera prima stagione. Oltretutto ci sono da correggere dei refusi di varia natura sfuggiti al mio occhio, quindi...


EPISODIO 3
Qui il gioco si fa più interessante.
Alangulon ha il difetto fisico di avere le gambe "animate" come suo padre, mentre dalla cintola in su è umano come sua madre. Quindi, per evitare di far notare la propria diversità, indossa sempre i pantaloni lunghi, anche in palestra come in questo caso. Il bullo della situazione lo apostrofa Earl Sweatpants, che è un gioco di parole che si basa su Earl Sweatshirt (sweat = sudore, pants = pantaloni), nome d'arte di un rapper che io non conosco, un tale Thebe Neruda Kgositsile... non saprei nemmeno come pronunciarlo. Ho provato a chiedere ad amici appassionati di hip hop e non lo conoscono, figurarsi gli altri, come me, che di hip hop non si interessano. La soluzione da me adottata si basa su un gioco di parole fra il faraone Tutankhamon e la tuta da palestra, che di solito è composta anche da pantaloni lunghi (o almeno la prima immagine che viene in mente pensando alla tuta sono maglietta/felpa e pantaloni lunghi). TUTA-Tutankhamon... per me è una buona scelta.



Zorn chiede al proprio figlio Alan se qualcuno lo prende di mira, in questa sequenza c'è la sua risposta. Swamp Butt diventa faccia da culo, perché così vado ad adattare il neologismo creato da Alan, quel swampliment che diventa automaticamente CULplimento. Non è letterale e forse si poteva tradurre in maniera migliore, ma anche così non mi pare che il risultato sia disprezzabile.




Qui c'è un'altra bella sfida: Zorn gioca con la cartoleria d'ufficio inscenando un cattivone che minaccia un padre indifeso, e fin qui tutto bene. Il problema nasce con la battuta finale, quel foiled again che è un arguto gioco di parole fra foil (il foglio di alluminio) e fooled (gabbato, fregato di nuovo), anche perché la scena si conclude con Zorn che accartoccia un foglio di carta stagnola. Un po' ricordando la prima battuta adattata sul cut in, ho immaginato l'ultima frase come un da strapparsi i capelli che, riprendendo l'immagine della carta stagnola appallottolata, diventa da accartocciarsi i capelli. Mi è sembrata la scelta migliore, altre non me ne venivano.


EPISODIO 4

Qui altro gioco di parole quasi intraducibile in italiano.
What's up significa che succede, come va, e soluzioni similari. Però Alangulon gioca col concetto di Up (sopra) e Down (sotto/giù) che nelle espressioni corrispettive italiane non si trova. Quindi ho adattato con un più giovanilistico come butta e giocarla sul fatto che Alan, vegetariano e attento all'ambiente, non butti niente. Ho perso il gioco di parole originale sostituendolo con un altro, però il risultato finale c'è e l'immediatezza della battuta viene preservata.

Hit 'em with the Hein! è intraducibile al 100%.
È una espressione che si rifà al nome di un presentatore radiofonico, tale Jon Hein, nata per caso. In questo VIDEO è lui stesso a spiegare com'è cicciato fuori il tormentone. Che è tale negli Stati Uniti, almeno credo, ma fuori dai loro confini sicuramente no. Ho scelto un più semplice ed è dentro perché Zorn calcia col dito un oggettino imprecisato fra le braccia alzate di Alan, a mo' dei goalpost, cioè le porte del football americano, e fa gol.


Zorn spiega al figlio che in quella casa ci è morto l'inquilino precedente. In inglese dice che è morto sepolto da una montagna di cataloghi della Lane Bryant che... non so cosa sia. Mi informo e scopro che è un marchio di biancheria per donne in carne... e lasciarlo così non avrebbe avuto senso. Ho adattato col catalogo di intimo, un classico, forse andando a perdere quella sfumatura di degrado umano che solo un catalogo di intimo per donne sovrappeso può dare, andando anche a rimarcare il maschilismo spinto del personaggio di Zorn, ma la frase sarebbe stato troppo lunga per il numero di frame a disposizione. Qui, per esempio, è uno di quei casi in cui ho dovuto sacrificare determinati elementi per agevolare la lettura, ma pur mantenendo la battuta.


In questa scena, dopo che Alangulon e i suoi amici hanno fatto un casotto con lo spara-lava di Zorn, la guardia notturna del parcheggio chiede lo strumento come "bustarella" per stare zitto e fa fare a Zorn una foto da mettere su un sito di appuntamenti. OkCupid esiste, è un vero sito di appuntamenti e non l'avevo mai sentito prima di allora. Ho deciso di sostituirlo con il più nostrano Meetic, sempre per mantenere l'immediatezza, anche se in questo caso ci si poteva arrivare comunque senza sostituire il riferimento culturale, ma sono andato sul sicuro. La difficoltà si crea nel rigo sottostante con quel come ang gAt it, con la A, che se fosse con la E si tradurrebbe fatevi sotto, signore, ma avrei perso il gioco di parole fra get e gat, dove gat è la rivoltella o comunque un'arma da fuoco. Quindi ho scelto col mio pistolone, signore perché innanzitutto il fucile ha una certa dimensione e secondo perché può essere la tipica descrizione di una foto che si mette online, giocando anche un po' sui doppi sensi. Io l'ho vista così.


EPISODIO 5


Una chopped salad, almeno vedendo varie immagini e siti di cucina in inglese, è una sorta di insalata a tocchetti con un po' di tutto. Quindi un'insalata mista.
Il cliente si lamenta di non avere una chopped salad sul tavolo come aveva ordinato, scatenando così l'inventiva del cameriere zephyriano che, al sentire chopped (tagliare/sminuzzare), fa a pezzi l'insalata integra appena portata. Qui la soluzione mi pare appropriata, da notare la mia insistenza sul termine mista fino all'ultima frase, cercando così di ovviare al gioco di parole mancato fra il verbo chop e il nostro aggettivo mista.

Zorn porta Alan in un ristorante tipico zephyriano per farlo entrare in contatto con la cultura del suo popolo. Il ristorante si chiama Taste of Zephyria, il gusto della Zephyria, ma mi sono spinto oltre sostituendolo con Bella Zephyria, andando un po' a richiamare i ristoranti Bella Napoli sparsi in tutto il mondo. Un'idea particolare che forse acquista più fondamento con la prossima serie di immagini.



In questa scena nel ristorante si festeggia un compleanno e il locale porta a sorpresa una torta al cliente. La canzoncina cantata dallo staff, a mio modo di vedere, trova più immediatezza col nome cambiato del ristorante come prima accennato. Da notare gang tradotto con staff, quando invece è inteso nel senso di una banda di persone che, nel caso degli zephyriani, amano la guerra. Ma in italiano la parola banda crea ambiguità e quindi ho optato per un più smorzato staff.

Cosa non è questa frase.
Lo gnomo in figura, nel giardino dei vicini, ha un sensore che, al passaggio di persone davanti a lui, fa partire una vocina odiosa che recita there's no place like gnome.
There's no place like gnome si gioca tutta l'ambiguità con la pronuncia di home e gnome, infatti la frase originale è there's no place like home, traducibile grossomodo con non c'è posto migliore di casa propria. Dovevo quindi mantenere il gioco di parole fra gnomo e casa, ma in che modo? Mi è venuta in mente la pubblicità della Barilla, col suo slogan dove c'è Barilla c'è casa. E mi sento soddisfatto. Questo adattamento col rimando culturale italiano lo riprendo anche successivamente.


Zorn ascolta nuovamente lo gnomo recitare la solita frasetta.
Quello che poi dice Zorn, evidenziando il gioco di parole originale, l'ho adattato con la mia scelta, come appunto si vede. Questo fenomeno si chiama compensazione.


In originale si parla di Queen Latifah che... ancora una volta non conosco. Ho chiesto ai miei amici, a colleghi, a stranieri, persino a un paio di statunitensi qui in Italia, nessuno conosce Queen Latifah. Ho cambiato il suo nome con Will Smith e nella prossima serie di immagini si capisce meglio il perché.





C'è questo tale, Bill, che racconta un aneddoto che tira fuori ogni volta ne ha l'occasione.
Dice che prima di diventare medico era assistente di produzione per la serie Living Single che, ho cercato in giro, non è mai arrivata in Italia e in cui Queen Latifah era l'attrice principale. Però è una serie degli anni '90 e in Italia, una serie americana che poteva essere un corrispettivo, con anche un attore di richiamo, può essere sicuramente Willy, il principe di Bel-Air col suo Will Smith, che tutti conosciamo. Anche qui compensazione per mantenere intatta l'immediatezza di ciò che viene raccontato.



Qui finisce la prima parte, altre seguiranno in futuro.
Ovviamente spero che questa parentesi sulla traduzione amatoriale della serie sia stata interessante. A presto.

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