26 giugno 2017

[Bonelli] Morgan Lost 20 - Sogni di qualcun altro / Morgan Lost 21 - La trama di Oz

uscita 21/04/2017
Soggetto: Claudio Chiaverotti
Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti
Disegni: Giovanni Talami
Copertina: Fabrizio De Tommaso
Colori: Arancia Studio

Morgan Lost è sulle tracce di un feroce assassino che ha la perversa fissazione di filmare le sue vittime. Ma una serie di strane circostanze gli fanno sorgere una terribile domanda: la telecamera usata da Adryen è un semplice oggetto o riprendere feroci omicidi le ha dato un’anima perversa e malvagia?



Soggetto: Claudio Chiaverotti
Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti
Disegni: Andrea Fattori
Copertina: Fabrizio De Tommaso
Colori: Arancia Studio
I devoti impiegati del Tempio della Burocrazia sono perseguitati da sogni in cui vengono messi in scena delitti mai commessi. Com’è possibile? E mentre l’inossidabile nomea del massimo organo di controllo della città viene minacciata, fuori, tra le malinconiche strade di New Heliopolis, fa la sua comparsa un feroce killer che miete le sue vittime a colpi di martello!


Ho accorpato il parere di questi due albi, Morgan Lost 20 e Morgan Lost 21, perché, alla fine dei conti, sono identici.

Ma partiamo dall'inizio.
Nel ventesimo albo si tenta di dare spessore al tanto decantato organo burocratico che tanto è indispensabile nella società ucronica/anni '50 di Morgan, con punte di fantascienza vecchio stampo (chi ha letto l'albo sa a cosa mi riferisco). 
Nel ventunesimo albo, invece, abbiamo una storia di quelle oniriche, a cui ormai la testata e l'autore hanno abituato, quindi non mancheranno cambi di prospettiva e quant'altro, rendendo il tutto confuso. Come al solito viene spiegato tutto nel finale, ma ormai ci si è abituati anche a questo.

Non sono uno sceneggiatore né un fumettista, ma da lettore qualunque che segue Morgan Lost dall'esordio mi aspettavo qualcosa di più, due albi tendenzialmente "anonimi", due riempitivi piacevoli, per carità, ma che sotto sotto mi fanno pesare la spesa perché non aggiungono nulla di nuovo né al personaggio (e ai comprimari) né alla trama orizzontale che aveva avuto qualche guizzo di vitalità negli albi di poco precedenti. Alla fin fine, e non ho difficoltà ad affermarlo, sembra di rileggere Brendon, la creatura prima di Chiaverotti. Si continua, certo, in attesa del cambio di marcia promesso.

30 maggio 2017

[Bonelli] Mercurio Loi 1 - Roma dei pazzi


Soggetto: Alessandro Bilotta
Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Matteo Mosca
Colori: Francesca Piscitelli
Copertina: Manuele Fior

Chi è Mercurio Loi? Uno storico, un ficcanaso, un semplice perdigiorno? Quello che conta è che il suo acerrimo nemico, Tarcisio, è tornato ancora una volta. Riprende la sfida eterna a colpi di inganni, intelligenza e bastone. Mercurio Loi indossa il mantello ed esce insieme al suo assistente Ottone per le misteriose strade di una Roma dell'Ottocento in cui il papa è re e le notti sono rese ancora più spettrali da un rigido coprifuoco.






Ecco il nuovo nato di casa Bonelli.

Dalla penna di Alessandro Bilotta nasce un nuovo personaggio che spero potrà ritagliarsi il proprio spazio fra la sterminata scelta in edicola. 
Ma chi è Mercurio Loi?
Prima di tutto l'epoca, siamo attorno al 1826 a Roma, il Papa regna sovrano e col pugno di ferro e nel sottomondo urbano, dopo il coprifuoco imposto, fioriscono società segrete quali la Carboneria. Mercurio Loi è un professore universitario di storia, dall'acume molto sviluppato e che è alla costante ricerca di sfide che mettano alla prova il suo ingegno. Di notte, insieme al non proprio fido assistente Ottone de Angelis, sfida il coprifuoco e si avventura fra le strade di Roma in cerca di qualcosa di indefinito, se non l'avventura pura.
In questo primo numero ufficiale, Mercurio Loi ha uno scontro prolungato con un suo ex-assistente, tale Tarcisio Spada, il quale vuole prevalere sul proprio maestro a livello intellettivo e ne prova di tutte. Per chi ha avuto la fortuna di leggere il numero 28 della collana Le Storie, sempre edito da Sergio Bonelli Editore, di certo ricorderà i personaggi finora citati e il precedente scontro che praticamente si risolve in questo primo numero.

Cosa curiosa, anche dal punto di vista commerciale, è l'aspetto del protagonista. Non è il classico belloccio affascinante e dall'occhio languido a cui il fumetto ha abituato, Mercurio Loi è un uomo tendenzialmente brutto, dall'aspetto quasi scimmiesco forse per colpa delle orecchie che sembrano a sventola e per una capigliatura non proprio da latin lover. Ma, come recita l'autore, compensa con il suo superpotere: l'intelletto. Perché sì, alla fine Mercurio Loi può ricordare il modello di riferimento obbligato quando si parla di sfide cervellotiche, cioè Sherlock Holmes, così come rispettivamente la nemesi Tarcisio Spada può richiamare non troppo vagamente la figura di Moriarty.
Mercurio Loi fa parte a sua volta di una società segreta, detta Sciarade, il cui vero scopo non l'ho ancora afferrato, ma mi pare di capire che raccolga le menti indipendenti migliori della città. Poi, per contrasto, c'è la Carboneria di cui fa parte l'assistente Ottone, una frangia più estremista e violenta che cerca di destabilizzare il potere del pontefice.

Ma la cosa che più mi ha affascinato è l'ambientazione.
Premettendo che la serie sarà presentata a colori, diversamente dal numero 28 de Le Storie, nel primo numero ho fatto la conoscenza di una Roma inedita, dalle viuzze appena illuminate dalla luce lunare fino ai luoghi simbolo dell'Urbe, da Castel Sant'Angelo alle varie piazze. Il colore, poi, leggendo qua e là in giro ho trovato pareri discordanti: c'è chi non apprezza la resa grafica e chi invece sì, io sono tra questi ultimi. Non sono un esperto né altro, però l'impressione a pelle è molto piacevole ed è sicuramente preferibile alla colorazione piatta, per esempio, delle varie testate storiche a colori.
Comunque ci viene presentato un 1800 italiano, e non il solito 1800 londinese visto e stravisto, che è sconosciuto ai più, a me per primo, quindi almeno per me storia dopo storia il fattore novità sarà molto forte.

Per le copertine, invece, il giudizio è rimandato di molto.
A molti non è piaciuto lo stile adottato da Manuele Fior, e neanche me garbava più di tanto dalle anteprima ufficiali online. Eppure, alla prova del nove, con l'albo fra le mani, devo ammettere che tanto male non è. La sensazione è strana e non so ben spiegarlo, però toccare la copertina con mano mi dà una buona sensazione, di certo contraria al posticcio che provavo prima di comprare l'albo.

I disegni di questo albo, così come per il precedente de Le Storie, sono di Matteo Mosca e qui non ho nulla da dire. Un bel tratto, la città è permeata di atmosfera e il colore, come detto prima, dà il giusto spessore al tutto. Certo, avrei preferito una colorazione in stile vedutismo ottocentesco, ma è chiedere troppo.

Per i dialoghi devo dire che Bilotta è ormai una garanzia. Attraverso queste poche pagine ogni personaggio presentato sembra già possedere una voce propria ed autonoma e, complice anche il disegno, già il lettore può distinguere immediatamente i caratteri di ognuno. Niente male.

E poi è promettente, basti leggere sul sito dell'editore la pagina dedicata agli avversari: LINK
Per chi si vuole fare un'idea di massima, sempre sul sito è disponibile una breve anteprima del numero 1 accompagnata da alcuni schizzi sui personaggi, molto interessante: LINK PDF NUMERO 0.

La nota dolente è il prezzo: 4,90€ mensili. Certo, non ammazzano nessuno, però se sommati ad altre testate che uno prende, io per primo ne seguo pure tante, fanno sentire il proprio peso. Comunque primo numero niente male, non ricordavo un numero uno così coinvolgente dall'esordio di Mister No o di Nathan Never, quindi bene così e al prossimo numero.

12 maggio 2017

Son of Zorn non avrà una seconda stagione

Come da titolo, la serie tv Son of Zorn non ha ottenuto il rinnovo per una seconda stagione e quindi... niente, tutto qui.

FONTE

28 aprile 2017

[Bonelli] Morgan Lost 19 - Memorie di una telecamera

uscita 21/04/2017
Soggetto: Claudio Chiaverotti
Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti
Disegni: Cristiano Spadavecchia
Copertina: Fabrizio De Tommaso
Colori: Arancia Studio

Morgan Lost è sulle tracce di un feroce assassino che ha la perversa fissazione di filmare le sue vittime. Ma una serie di strane circostanze gli fanno sorgere una terribile domanda: la telecamera usata da Adryen è un semplice oggetto o riprendere feroci omicidi le ha dato un’anima perversa e malvagia?



Preso un po' in ritardo, ecco il diciannovesimo albo per Morgan Lost.
Un numero che all'apparenza sembra dire nulla, ma che, dopo un'attenta rilettura, rivela qualche passaggio interessante.
Il trafiletto ufficiale di trama sopra riportato spiega già la base su cui poggia l'albo, il solito killer del mese che rapisce delle ragazze e poi le filma mentre le uccide. Fin qui "tutto a posto", per modo di dire, è la normalità per questa serie. Certo, Morgan, un po' come nei primi albi, indaga a botta sicura, risale immediatamente al colpevole mediante una linea bianca verticale impressa su una pellicola, trova l'assassino e quest'ultimo perde la vita nello scontro, e vabbè, ci si può passare sopra perché questa prima parte dell'albo, molto sbrigativa, è un preludio alla seconda parte ben più corposa.
Corposa perché narra grossomodo ciò che avviene dopo la "risoluzione del caso del mese", con gli esperti che analizzano i vari filmati dell'assassino e con le probabili vittime che rivivono il trauma del rapimento nei propri incubi. Un po' andando anche a rimestare dalle basi della psicologia freudiana, roba che si studia al primo anno di psicologia e sicuramente anche prima negli istituti superiori preposti, ci viene presentato un assassino che, in punto di morte, lancia una sorta di maledizione del faraone e i suoi filmati, o meglio la sua cinepresa, diventano una specie di mezzo di controllo del malcapitato di turno che, freudianamente parlando, dà sfogo alla propria aggressività innata e quasi va ad emulare l'assassino primario. Quindi, in un certo qual modo, l'assassino rivive attraverso dei simulacri e continua la propria malsana opera. Un albo che si chiude, poi, con un punto interrogativo bello grosso e che non necessita di risposta: siamo tutti delle bombe ad orologeria, ma quand'è che scoppieremo? E un po' rivedo i vari casi di cronaca in cui persone apparentemente miti o tranquille danno in escandescenza per non si sa quale motivo arcano e attuano delle stragi assolutamente impensabili. Mi ricorda anche un albo di Dylan Dog, il 178 (Lettere dall'Inferno) con una tematica simile, con dei simboli magici al posto della telecamera, ma credo sia un caso e comunque un tema classico già affrontato più volte nel fumetto horror.
Niente male come albo, comunque si rimane nel solco tracciato dalla serie finora e per ora va bene così. 
Per i disegni di Spadavecchia, che già avevamo ritrovato nei numeri 6 (i coniugi Rabbit) e 15 (I canti dei morti), nulla da aggiungere a quanto già espresso in precedenza: ha un bel tratto e ci sono un paio di soluzioni grafiche niente male.

Dal canto mio vorrei molta più trama orizzontale preannunciata nei due albi scorsi, cosa che darebbe uno spessore maggiore ai personaggi coinvolti e soprattutto a Morgan.

27 marzo 2017

"Shin Takarajima - La nuova isola del tesoro" in Italia per Rizzoli Lizard

Su assist dell'amico Leonearmato, segnalo che Shin Takarajima - La nuova isola del tesoro, manga di Osamu Tezuka, verrà per la prima volta pubblicato in Italia per l'etichetta Rizzoli Lizard.

Nel 2013, come passa il tempo, avevo proposto una mia versione amatoriale del manga su questi lidi: LINK

Invece a questo ALTRO LINK trovate tutte le informazioni riguardo la pubblicazione italiana che dovrebbe arrivare a maggio. C'è anche la prefazione di Dario Moccia, così, per dire...


Ovviamente, è inutile ripeterlo, invito a recuperare quanto prima la versione ufficiale italiana perché sicuramente tradotta meglio. Oltretutto, la butto lì, presumo sarà presente tutta la parte redazionale di Osamu Tezuka stesso che io all'epoca saltai a pie' pari per pigrizia. Quindi ça va sans dire.

24 marzo 2017

[Bonelli] Morgan Lost 18 - Le lacrime del diavolo

uscita 21/03/2017
Soggetto: Claudio Chiaverotti
Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti
Disegni: Val Romeo
Copertina: Fabrizio De Tommaso
Colori: Arancia Studio

Un folle psicopatico prende di mira le donne, uccidendole con armi differenti e senza pietà! Igraine, l’affascinante cacciatrice di serial killer, collega di Morgan Lost, ha i suoi motivi personali per stanare l’assassino… ma dovrà prima affrontare il suo passato e i segreti che nasconde...


Morgan Lost un anno e mezzo dopo.
E finalmente leggo una storia avvincente. Non ci sono mondi onirici o i soliti viaggioni mentali, questo albo va dritto al sodo, diretto, sanguigno, va dal punto A al punto B e regala anche qualche guizzo.

Morgan (personaggio) leggermente defilato, gli eventi e il killer del mese interessano per lo più la collega cacciatrice di taglie, Igraine, che finora si è vista solo di sfuggita. Questa storia ne narra le "origini", facendo luce sulla sua famiglia di immigrati russi negli Stati Uniti, col padre di lei che si ritrova a lavorare per la mafia russa e ad avere come amico/collega il folle killer Evilenko. Un personaggio, quest'ultimo, che racchiude grossomodo l'archetipo del serial killer sadico e furbo e che, dopo aver commesso stragi in madre patria, sarà aiutato dalla mafia a spostarsi negli States e continuare il proprio operato. 


La cosa che ho apprezzato maggiormente è il saper riusare gli elementi narrativi dei primi albi per poi costruirci sapientemente una sorta di continuity interna sia per i personaggi che per gli eventi:
- Morgan, quando è emotivamente coinvolto con il caso, ritorna a balbettare (prerogativa presentata nel primo albo e poi sbolognato nello stesso);
- Il capitano Dolarhyde, amica di Morgan, torna a mostrare una sorta di attaccamento affettivo latente verso il Nostro;
- Smiley, uno dei tanti boss malavitosi della città, ritorna in grande stile, dopo aver fatto da comparsa sempre nei primi albi e, al di là del proprio ruolo di informatore, dimostra anche una notevole dose di astuzia e furbizia usando Morgan e Igraine per sgominare l'organizzazione criminale russa rivale. Ma dimostra anche riconoscenza, come si vede nel finale.

E questo, credo e spero, è solo un assaggio della continuity promessa nell'introduzione dello scorso numero. Se già con questo albo, ripescando dal disordine dei numeri precedenti, si è riusciti a creare una storia che viaggia spedita senza esitazioni, non vedo l'ora di leggere il "nuovo corso" che rivoluzionerà questo titolo.

Menzione obbligata per quanto riguarda i disegni.
Tolta la copertina di de Tommaso che, inutile ripeterlo, è sempre di ottima fattura e mai come questa volta cattura l'essenza della storia, la parte del leone è recitata dai meravigliosi disegni di Val Romeo. Una disegnatrice che ho avuto modo di apprezzare anche su Nathan Never, ma che qui, su Morgan Lost, trovo assolutamente a proprio agio. Un bel tratto, molto piacevole, notevoli le figure femminili e, tolte un paio di vignette, il tutto acquista valore aggiunto con la consueta colorazione. E poi è divertente notare tutte le varie citazioni grafiche a personaggi noti usati come modello per personaggi secondari, ce ne sono tanti, ma fra tutti spicca il trio di giudici dell'edizione italiana di Tú sí que vales ed è... meraviglioso.

Bene così, forse uno dei migliori albi che la serie ha sfornato finora.

13 marzo 2017

Son of Zorn - season 01 - sub ITA

Ed ecco il pacchetto dell'intera prima stagione di Son of Zorn.
Ho rimesso mano a molte battute, a volte ho modificato il sincrono (purtroppo gli script di partenza erano sempre sballati) e corretto qualche refuso, sperando di averli beccati tutti.
Ma giusto per scrupolo personale, non per altro.

Infatti vi ricordo che su Fox Animation, per chi ha SKY, va in onda Son of Zorn doppiato in italiano e sicuramente con una traduzione professionale e preferibile alla mia che è amatoriale. Non ho ancora avuto modo di vedere la prima puntata completa, anche per farmi un'idea se il mio lavoro si avvicina o meno a quello professionale.


Detto questo, ho ricaricato i file di traduzione nella cartella dropbox e dopo ho aggiunto un comodo pacchetto per scaricarle tutte assieme: 


Invece sostituirle sui siti aggregatori di sottotitoli che ho usato, tipo Addic7ed e OpenSubtitles, è un po' più complicato e rognoso, quindi solo sul blog troverete le versioni definitive.

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