23 dicembre 2016

[Bonelli] Morgan Lost 15 - I canti dei morti

uscita 22/12/2016
Soggetto: Claudio Chiaverotti
Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti
Disegni: Cristiano Spadavecchia
Copertina: Fabrizio De Tommaso
Colori: Arancia Studio


Arrivano portati dalle onde dell'Oceano… Silenziosi, ma inesorabili… Sono i fantasmi degli assassini, dei serial killer, dei folli che popolavano le strade della città e che tu hai ucciso, Morgan Lost. Le loro storie sono permeate di sangue e violenza...e potrebbero farti impazzire!





Morgan Lost, albo numero 15.
Dopo poco più di un anno, posso dire che Morgan Lost sembra fatto apposta per gli studenti di psicologia e psicanalisi.
Non c'è un vero e proprio assassino del mese, ci ritroviamo fra le mani una sorta di antologia di vari assassini affrontati da Morgan. La scena ricorrente dei serial killer che spuntano fuori dal mare e che alimentano il tormento di Morgan è il perno di tutto l'albo e ci fa rivivere varie storie che raccontano motivazioni diverse per i serial killer. La novità sta nel fatto che Morgan non è il protagonista delle storie, vi partecipa come personaggio secondario spostando tutta l'attenzione sull'assassino di turno, ribaltando le parti. Purtroppo ci si perde, a mio modo di vedere, col solito vizio di spiegare immediatamente cosa sta succedendo, spiegando al lettore ciò che deve capire e lasciando poco o nulla alla sua interpretazione: palese è il caso, in questo albo, che riguarda i genitori di Moon, dal viso senza lineamenti e che parlano inanellando parole senza un filo logico, tipica rappresentazione dell'incomunicabilità, in questo caso fra genitori e figli. Ci arrivo da solo, non serve che mi venga spiattellato. Solo il finale, per fortuna, viene lasciato all'interpretazione del lettore. Molto intrigante è l'episodio delle modelle-bambole che, nonostante sia un argomento ritrito e più che risaputo, mi ha saputo intrattenere e che dà senso alla bellissima copertina di de Tommaso. Tante le citazioni, a partire da Dylan Dog (si parla di Altroquando e nel cinema si intravedono di spalle Dylan e Groucho) per arrivare al gruppo musicale degli Aqua, gruppo che negli anni '90 cantava: 

I'm a Barbie girl, in a Barbie world
Life in plastic, it's fantastic.
You can brush my hair, undress me everywhere. 
Imagination, life is your creation.

E che qui, nell'episodio delle modelle-bambole, acquisisce tutto un altro significato.
Complessivamente un albo che non è malaccio, anche perché spezza la monotonia che si era creata in tutti quegli episodi riempitivi che hanno segnato gli ultimi mesi della testata.

17 dicembre 2016

09 dicembre 2016

Son of Zorn s01e08 - Return of the Drinking Buddy - sub ITA

Zorn riceve la visita di un suo vecchio amico.

Sottotitoli per la versione FLEET, buona ricerca.



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25 novembre 2016

[Bonelli] Morgan Lost 14 - Una vita perfetta

uscita 19/11/2016
Soggetto: Claudio Chiaverotti
Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti
Disegni: Max Bertolini
Copertina: Fabrizio De Tommaso
Colori: Arancia Studio

Damon Mathews è un chirurgo stimato e benestante, conduce una vita agiata e con la sua famiglia da sogno… Ma sotto la coltre di apparente normalità, orde di streghe urlano nella sua testa senza posa!


Quattordicesimo albo per Morgan Lost.
Devo ammettere che mi è piaciuto, soprattutto perché ha saputo spiazzarmi in un determinato punto e anche perché, avendo approfondito di recente degli studi sulla psicologia e sul comportamento, ho ritrovato molti punti in comune con la psicanalisi.

Innanzitutto si scopre che Morgan, dopo la presunta scomparsa della moglie Lisbeth, ha avuto un'altra donna, la poliziotta co-protagonista della prima sequenza dell'albo. I due poi si lasciano perché lei si rende conto di essere solo un rimpiazzo, un simulacro di Lisbeth, una idealizzazione di colei che è stata persa.
L'altro personaggio interessante è il dottore Damon Mathews il cui nome, per assonanza, richiama la parola "demon" (in inglese) o "demone" (in italiano), un uomo quindi tormentato dai demoni fino a "trasformarsi" in uno di essi, cioè diventando un serial killer. E c'è un motivo dietro la sua apparente follia omicida, una causa che nasce dal rapporto di subordinazione estrema fra Damon giovane adulto laureando in medicina e la madre oppressiva, senza scrupoli, con una visione distorta del valore della vita umana. C'è tutto un passaggio ambientato nel passato che potrebbe far felici molti studenti di psicanalisi e psicologia, perché è possibile ritrovare parvenze del complesso di Edipo, ma anche del relativamente moderno complesso di competizione e pressione estrema a cui sono costretti molti giovani dai propri genitori. Quanti sono quei figli che sono "costretti" a continuare le carriere già avviate dei propri padri, che essi siano dottori, avvocati o professionisti in genere?  Tanti, qualcuno lo conosciamo anche noi e fra molte di queste persone, ovviamente non tutte, ce ne sono tante che sviluppano questo senso di frustrazione difficile da cancellare e che quasi sempre porta alla depressione. Certo, si ritrovano con una reputazione e un portfolio di clienti già pronto e di riguardo, ma tutto a discapito delle proprie aspirazioni, magari avrebbero voluto fare altro nella vita.
Nel caso di Damon, però, c'è tutto un trauma legato alla morte di persone innocenti, alla violenza perpetrata dalla madre che per forza di cose finisce per deviarlo.
Morgan dà la caccia al serial killer del mese senza sapere che non è altri che Damon, il medico che ha operato la poliziotta ex-compagna ferita a inizio albo, addirittura si avvicinerà quasi a smascherarlo verso il finale, ma... non ve lo dico. Bisogna leggere questo albo.

Finalmente Chiaverotti mi regala una storia di Morgan Lost degna di essere letta e con un passaggio nel fantastico-onirico-psicologico che mi ha lasciato qualcosa.
Disegni di Max Bertolini superlativi, a cui bisogna aggiungere che, nonostante finora il tratto dei disegnatori sia stato uniformato (un po' come è stato per la bella miniserie Lukas di Michele Medda), i due albi disegnati da lui risultano pienamente riconoscibili.

16 novembre 2016

Son of Zorn s01e07 - The battle of Thanksgiving - sub ITA

Zorn alle prese col giorno del Ringraziamento.

Sottotitoli per la versione FLEET, buona ricerca.




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09 novembre 2016

07 novembre 2016

[Bonelli] Adam Wild 26 - Addio alle armi [ultimo albo]

uscita 05/11/2016

Soggetto: Gianfranco Manfredi
Sceneggiatura: Gianfranco Manfredi
Disegni: Laci
Copertina: Darko Perovic

Gli amici di Adam sono in allarme. È giunta voce che sia stato catturato e imprigionato dall'esercito britannico come traditore della patria, e che sia in attesa di fucilazione. C'è poco tempo per salvarlo. Non è nemmeno certo il luogo della sua detenzione, ma una spiata lo segnala in un castello di Città del Capo, sotto la diretta sorveglianza di Lady Winter. E il piano di liberazione scatta!



Ed eccolo qui, l'ultimo albo di Adam Wild. SEGUONO SPOILER.
Dopo gli eventi dello scorso albo, Adam si consegna all'autorità di Gertrude Winter per evitare rappresaglie sugli schiavi liberati e viene imprigionato in un luogo segreto. Imbeccati da un esponente della massoneria, Amina e gli altri si intrufolano nella fortezza in cui pare sia imprigionato Adam, ma questi è imprigionato altrove e viene liberato, in maniera fortuita, il redivivo Frankie Frost.
Gli amici di Adam vengono imprigionati nel vero luogo di detenzione di Adam, cioè una nave ancorata al porto, dove il Nostro raccoglie le ultime energie, nonostante sia pesantemente sedato, si libera e affronta per l'ultima volta l'acerrimo nemico Frost.
Adam e i suoi amici scappano e, gabbando anche anche la massoneria, si riuniranno nel finale agli schiavi liberati.

Bel numero, ben raccontato e ben disegnato.
Fa riflettere il dialogo fra Adam e l'amico Nomvula, a capo degli schiavi liberati, dove lo scozzese si congeda dall'africano dicendo che lui è uno che passa e va, che la sua perdita non è importante per la causa. Quasi a smettere i panni del classico liberatore bianco, perché questo è stato Adam Wild finora, mettendo tutto nelle mani di chi la privazione della libertà la vive quotidianamente.
Notevole è lo scontro finale, la resa dei conti con Frankie Frost, come nella tradizione dei duelli risolutivi, assolutamente a mani nude. Certo, un po' sbrigativo, ma d'impatto (letteralmente parlando). Può stupire che Adam torca il collo al suo nemico, uccidendolo una volta per tutte, può stupire se rapportato a una moderna sensibilità sull'assassinio e sulla vendetta, ma è così che girava il mondo, nessuno fra i comprimari presenti si ribella al suo gesto e il corpo di Frankie, osso duro fino all'ultimo, giace senza vita nella stiva di una nave.
E si chiude col gruppo, finalmente riunito dopo vari vicissitudini, che parla di passato, presente e futuro. Tante chiavi di lettura per questo finale, tra le quali io ci vedo un commiato verso i lettori e allo stesso tempo un arrivederci, sicuramente una quadratura del cerchio agli eventi onirici accaduti nell'albo 21 (La medusa immortale), eventi che fanno riflettere Adam spingendolo a ricongiungersi con i ribelli e gli schiavi liberati al grido di Usuthu, il grido di guerra degli zulu.
Con Usuthu si apre l'albo e sempre con Usuthu si chiude l'epopea di Adam Wild.

Che dire?
Ho letto molti pareri in rete.
A certe persone non è piaciuta dall'inizio, personaggi poco caratterizzati e ambientazione sconosciuta quanto poco interessante.
Ad altri, tra cui il sottoscritto, la serie è piaciuta per l'esatto opposto.
La verità? Non ce l'ha nessuno, quando si entra nei meandri dei gusti personali non se ne esce più e si sfocia nell'insulto.
Personalmente parlando, in questi ventisei mesi di pubblicazione ho potuto leggere un'opera degna di nota, con molti alti e pochi bassi; con una scrittura agile e senza fronzoli narrativi di sorta; con una pletora di personaggi particolari e ben realizzati; con colpi di scena e ribaltamenti di fronte; con un protagonista che ricorda forse il Tex prima maniera, cioè spicciolo, sbrigativo, dal grande intelletto e dalla mira infallibile. Una serie in cui la parte da padrone la fa l'Africa, il continente nero, iscritta in uno scenario storico ottimamente documentato e, entro certi limiti, con molte analogie con ciò che avviene nel mondo moderno fra guerre, integralismi e affaristi spietati.
Una serie a cui, a parte l'indiscussa bravura dell'autore che apprezzo tantissimo nonostante non condivida certe sue sparate sulla propria pagina Facebook su qualsiasi argomento, va riconosciuta la bravura del parco disegnatori, fra italiani, slavi e brasiliani, molti dei quali alla prima esperienza in Bonelli (ma non nel mondo del fumetto) e che rivedremo su altre testate in futuro.
Poi si potrebbe accennare al perché il mercato non abbia ben accolto questa serie, se è colpa delle copertine poco ispirate, se è colpa dell'ambientazione, se è colpa della pubblicità assolutamente nulla da parte della casa editrice se poi si fanno i paragoni con serie quali Dragonero e Orfani (sicuramente meritevoli) e Morgan Lost (che per ora non ha una vera e propria identità) che hanno avuto un battage pubblicitario meglio mirato e meglio realizzato, o comunque definibile tale. Ma, tolto questo, la serie potrebbe tornare? Date le ultime proposte Bonelli, tra cui storie inedite di Napoleone, Magico Vento e Mister No in lavorazione, ma anche di mini-serie quali Greystorm (però qui il discorso è leggermente diverso), la speranza che Adam Wild possa ritornare anche sotto forma di speciale o mini-serie c'è.

E mi congedo da Adam col grido di guerra degli zulu, che già di per sé racchiude il finale perfetto della serie: Usuthu!

31 ottobre 2016

[Bonelli] Morgan Lost 13 - Il segreto di Juliet

uscita 20/10/2016
Soggetto: Claudio Chiaverotti
Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti
Disegni: Luca Raimondo
Copertina: Fabrizio De Tommaso
Colori: Arancia Studio

In un vortice di dubbi e di sangue, Morgan Lost si trova di fronte a sempre più misteri: chi è l'uomo che fa paura?… da dove vengono gli squali d'acciaio?… e i gemelli assassini?
Tredicesimo albo per Morgan Lost.
Morgan incontra una ragazza e per caso scopre che è coinvolta in un giro di vendita d'organi illegale da parte di un istituto che recluta donatori col lavaggio del cervello.
Inizio immediatamente con i punti positivi, a partire da Morgan Lost che, nonostante molti sforzi, fallisce e non salva la povera Juliet dalle grinfie dei venditori clandestini di organi, in questo modo il "cattivo" della storia vince e beffa tutti. Il controfinale, poi, chiude tutte le porte ad ogni speranza, dato che tale evento sembra destinato a ripetersi, cioè si vede un altro istituto con finalità prettamente identiche a quello sgominato inutilmente da Morgan. Passa in secondo piano la profiler Pandora Stillman, non determinante per la risoluzione del caso. Morgan Lost, finalmente, smette i panni dell'eroe infallibile e cade, si ritrova inerme davanti a una situazione più grande di lui.

Tra i punti negativi, invece, c'è un po' tutta la storia, ma più che altro certi elementi:
- gli squali rossi volanti, sbandierati sul retro di copertina del numero scorso, si vedono per un paio di pagine che definirei ininfluenti nell'economia dell'albo;
- i gemelli assassini parlano in maniera fumosa, piena di non detti e con riferimenti dati per scontato;
- certi elementi ricorrenti, tipo l'amico di Morgan che gestisce il cinema e l'ennesima parata di avversari che fuoriescono dal mare, questi ultimi in una scena che non porta nulla all'economia della storia,
- gli eventi sono concatenati in maniera del tutto casuale e fortuita, per non dire forzata.
- la copertina è poco coerente col contenuto dell'albo.

Parere positivo per i disegni di Luca Raimondo.
Almeno da questo punto di vista, Morgan Lost non delude mai.


28 ottobre 2016

Son of Zorn s01e05 - A taste of Zephyria - sub ITA

Altro giro, altra corsa.
Puntata molto gradevole, ma come sempre piena zeppa di giochi di parole e americanismi.
Gli impegni sono quelli che sono e la traduzione arriva soltanto oggi.

Sottotitoli per la versione FLEET, buona ricerca.




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23 ottobre 2016

Itañol, quando italiano e spagnolo fanno a spallate...

A fine maggio ho lasciato un intervento su questo blog in cui asserivo di andare in ferie.
Più o meno.
Sono stato tre mesi in Spagna per lavoro, ma più che altro per migliorare la lingua, dato che la studio.
Non dico precisamente in quale città, ma sono stato nella regione dell'Andalusia, sudovest della penisola iberica, regione in cui si parla uno spagnolo un po'... come dire... un po' ostico, almeno agli inizi. Per dare una idea, anche se molto sommaria, lo spagnolo andaluso è come se fosse l'italiano calabrese o toscano, più che altro perché anche nell'andaluso si è soliti mangiarsi vocali, consonanti e suoni vari durante la pronuncia. Per non parlare dell'uso strettamente regionale di alcuni termini, verbi e strutture grammaticali.
Ma, tolto questo, il fatto è che dopo tre mesi di permanenza in Spagna, una volta ritornato in Italia, mi sono accorto di quanto fosse peggiorato il mio italiano parlato (per l'italiano scritto, invece, mi sembra vada tutto liscio).
Non è inusuale che, parlando tranquillamente con amici e conoscenti, mi sfugga qualche parolina in spagnolo o qualche parolina in finto italiano. Qui entra in campo l'Itañol, cioè questa commistione fra spagnolo e italiano piena di errori. Oltretutto, nonostante il fenomeno di mutua intelligibilità, italiano e spagnolo non sono lingue poi così simili fra loro come spesso si crede.

1) Salir
Chi studia spagnolo lo sa, "salir" è uno dei tanti falsos amigos (false friends in inglese, falsi amici in italiano), cioè quelle parole straniere che assomigliano molto a un'altra nella propria lingua d'origine, ma con un significato differente.
Nello specifico, salir = uscire. Perché poi salire = subir (e quindi altra confusione).
Se voglio dire che mi piace uscire di sera, direi che me gusta salir por la tarde.
E mi è capitato di parlare con gli amici e dire "ma oggi chi sale?", volendo chiaramente intendere "ma oggi chi esce?".

2) Tener
Chi è del Sud, vabbè, forse ci è abituato.
Il verbo tenere si usa molte volte al posto di avere, suonando il più delle volte come una espressione dialettale, rozza, da persona poco acculturata. Sicuramente è un rimasuglio di quattro secoli di dominazione ispanica, però così è e così rimane.
Mi è capitato di dire "tengo da fare" al posto di "ho da fare". Lo stesso capita col verbo "stare".

3) Ya está
Espressione onnipresente nello spagnolo parlato, vuol dire grossomodo "okay", "va bene così", "ecco fatto", ma ha tante sfumature in base al contesto che le due precedenti proposte di traduzione non soddisfano a pieno.
E niente, continuo a usarlo a fine frase... troppe volte.

4) Vale
Come prima, è una espressione che significa "okay", "", "va bene", sempre in base al contesto. In Spagna si una sempre. Me lo porto ancora dietro.

5) Diferente
Invece di dire "diverso" dico "differente", che è praticamente simile allo spagnolo "diferente", con una F. Per carità, "differente" si usa in italiano, nulla di male, ma "diverso" ha una frequenza d'uso più alta e alcuni miei compagni di studi si sono accorti di questa mia peculiarità nell'usare "differente" praticamente sempre.

6) Tampoco
Tampoco vuol dire neanche/nemmeno.
Non riesco più a usare neanche quando parlo, è più forte di me.
Amico: - Puoi scambiarmi dieci euro?
Io: - No, non ho abbastanza spiccioli.
Amico: - Nemmeno cinque euro?
Io: Tampoco.


Ci sono tante altre espressioni miste spagnolo/italiano che faticheranno a scomparire dal mio parlato, ma mi limito a quelle sopra riportate.
Vivere all'estero, o comunque in un ambiente dove non si parla la propria lingua d'origine (vale anche per l'Italia stessa con tutte le sue varianti regionali), cambia di molto il proprio modo di comunicare a voce. Un bene? Un male? Né uno e né l'altro, è semplicemente un qualcosa di naturale, istintivo, quasi una forma di adattamento per sopravvivere in terra straniera. Perché poi sorridiamo quando sentiamo certi italo-americani con i loro accenti farlocchi e le espressioni finto-italiane inventate al momento (Buddy Valastro docet), ma è normale, è così, è una naturale, quanto simpatica, evoluzione della lingua.



21 ottobre 2016

Son of Zorn s01e04 - The weekend warrior - sub ITA

Come temevo.
Il poco tempo che riesco a ritagliarmi fra mille impegni mi impedisce di avere una velocità di rilascio più celere.

Detto questo, dato che non ho ancora visto in giro sub ita da altre fonti, continuo finché posso.
In questa puntata, come non mai, ho dovuto ricorrere alla compensazione (tecnica traduttiva) per mantenere l'immediatezza di certe battute, nel senso che tradotte alla lettera non avrebbero avuto senso in italiano, dato che manca il corrispettivo sul piano culturale. Chi studia traduzione, ma anche chi non lo fa, se ne accorgerà.

Sottotitoli per la versione LOL, occhio.





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12 ottobre 2016

[Bonelli] Adam Wild 25 - La fossa dei diamanti

Uscita: 05/10/2016
Soggetto: Gianfranco Manfredi
Sceneggiatura: Gianfranco Manfredi
Disegni: Gabriele Parma
Copertina: Darko Perovic



Il redivivo Frankie Frost ha trovato un nuovo impiego presso la più grande miniera di diamanti del Sud Africa, in qualità di cacciatore di schiavi fuggiaschi; al suo fianco cammina il fedele Fang, un infernale mastino nero. Adam sta nel frattempo progettando un attacco alla miniera con gli Zulu che avevano partecipato come riservisti alla guerra tra boeri e inglesi e che ora lo hanno seguito nella sua missione di liberazione degli schiavi. Sarà scontro finale tra Adam Wild e Frankie Frost?





Ecco, forse ora si ritorna a un livello di storie che più mi piace.



"La fossa dei diamanti" si rivela essere un albo frenetico, che scorre veloce, violento e testimonianza di un passato che non è mai andato in soffitta.
Il Sudafrica è famoso per l'industria diamantifera, industria che, come ricorda l'intervento dell'autore a introduzione dell'albo, nasce sul finire del 1800 quasi per caso. Come mosche sul miele, le compagnie di estrazione si precipitano in questa regione e rivoltano la terra in cerca delle preziosissime pietre.
Nel caso della storia in oggetto, abbiamo un giacimento enorme che non produce abbastanza ricavi per la compagnia madre, servirebbe il ritrovamento di un diamante di una certa caratura per attirare nuovi investitori. E così succede.
Aggiungiamo il fatto che come sorvegliante/uomo-che-si-sporca-le-mani ritroviamo piacevolmente il redivivo Frankie Frost, il sanguinario americano procacciatore di esemplari per gli zoo umani nei primi albi. Un gradito ritorno accompagnato da un cane altrettanto sanguinario che, nello scorso albo (dove comunque compaiono entrambi), ammazza addirittura un ghepardo. Frankie, sempre più impassibile, ammazza a sangue freddo gli schiavi fuggiti dalla miniera, non risparmiandosi nemmeno vedendo che questi ultimi sono poco più che dei ragazzini, per non parlare del bianco uomo di chiesa che dà asilo ai due fuggiaschi.
A guastare il tutto arriverà ovviamente il nostro Adam che, approfittando involontariamente e indirettamente di una rivolta interna degli schiavi in miniera, fa esplodere in aria tutto quanto e fa perdere le tracce del diamantone che avrebbe riattirato gli investitori europei e che nel frattempo era caduto nelle mani di Frankie Frost. C'è l'ennesimo scontro fra i due che si conclude grossomodo come il precedente e, leggendo il retro copertina con la pubblicità del prossimo e ultimo numero, Frankie sarà ancora un pericolo da cui guardarsi.
Nel frattempo, la miniera sarà costretta a chiudere sia perché gli investitori non riceveranno nessuna garanzia sullo stato di salute del giacimento sia perché tutti gli schiavi sono stati liberati da Adam e dai suoi seguaci Zulu, come prevedeva appunto il piano di Adam e soci.

Non ci sono i comprimari che abbiamo imparato a conoscere finora, non c'è il conte e nemmeno Amina. Il protagonista indiscusso è un solitario Adam che si dimostra ancora una volta svelto di mano e di pensiero, senza scrupoli o eccessivi buonismi. Il tutto in una cornice storica che ci presenta momenti forti, ora come ora definibili "splatter", certamente violenti (in una tavola il cane di Frankie sbrana uno dei ragazzini). Ai disegni un Gabriele Parma che sinceramente non conosco o non ricordo di aver visto all'opera altrove (QUI si trova una sua piccola biografia). Tavole incredibili, bel tratto, soprattutto nelle scene più forti, notevole la sua messa su carta di una tipica miniera sudafricana del tempo.

E niente, il prossimo mese Adam Wild (fumetto) volge al termine.
Ovviamente si spera in un finale soddisfacente e che non lasci rimpianti a chi, come me, un po' dispiaciuto della fine della pubblicazione ci è rimasto.

05 ottobre 2016

Son of Zorn s01e03 - The war of the workplace - sub ITA

E niente, finché dura continuo.
Nel senso, finché ho voglia e tempo.
Sottotitoli per la versione FLEET, occhio.



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02 ottobre 2016

Morgan Lost, un anno dopo




Morgan Lost, che dire a riguardo?
Claudio Chiaverotti, autore del precedente Brendon e di molte storie di Dylan Dog, ritorna con un una nuova serie per la Sergio Bonelli Editore.
Morgan Lost è un personaggio che forse, per chi ha già letto altre testate Bonelli e non solo, sa di già visto: un musone afflitto dai sensi di colpa che trova la valvola di sfogo personale nel proprio lavoro, cioè il cacciatore di taglie. Forte somiglianza, quindi, col Nathan Never degli esordi che ha fatto innamorare migliaia di lettori, ma il tutto in una salsa "dylandoghiana".

E non poteva essere altrimenti, dato il curriculum dell'autore.

Il mondo di Morgan Lost è ucronico, una sorta di anni '50 alternativi, dove la tecnologia è in molti casi avanti già di trenta-quarant'anni e in alcuni anche di secoli. Una città enorme, una metropoli simil-New York con una architettura fortemente influenzata dalla cultura dell'antico Egitto.
Prima nota dolente, a mio modo di vedere: lo stile architettonico della città viene sbolognato in due secondi appioppandolo all'espressa volontà di un sindaco precedente, il quale aveva una forte passione per la civiltà nata sul Nilo. Avrei preferito, magari, che so, che gli antichi egizi fossero riusciti, in questo mondo alternativo, ad arrivare fino ai giorni nostri sviluppando lo stesso grado di modernità. Perché no? Sarebbe stato più affascinante.
Ma ritorniamo alla salsa "dylandoghiana" prima citata, dov'è? È nelle storie, è dentro le molteplici analogie fra Morgan e Dylan (la più evidente è l'andare a letto con chiunque), è dentro il confine labile fra realtà e sogno, è dentro certi avvenimenti che esulano dal razionale. Quindi seconda nota dolente.

I serial killer: beh, è una bella trovata. Anche perché è estremamente attuale e vera. In questa realtà alternativa, i serial killer sono delle vere e proprie superstar (ma lo sono anche da noi, in una certa misura), con taglie al rialzo e con tutto un apparato mediatico che tiene informato il pubblico estasiato dalle loro azioni, quasi fosse un reality show. Per ora sembrano esserci due nemici "fissi", anche se finora si son visti poco, ovvero il sindaco e Wallendream. Staremo a vedere nei prossimi albi come si evolveranno questi personaggi.

I comprimari, invece, non mi hanno convinto. A partire dall'amica ispettrice Dolarhyde, la quale usa un nomignolo decisamente odioso (bell'uomo) per Morgan, così come fa Bloch sulle pagine di Dylan Dog, per passare alla profiler Pandora Stillman, praticamente infallibile. Ci sarebbero altri comprimari, tipo i colleghi di Morgan, ma non si sono mai visti all'opera, almeno per ora.


Ma finora com'è Morgan Lost (fumetto), dopo dodici numeri?

Difficile rispondere con una risposta secca e decisa, anche perché non mi pare né un capolavoro incredibile né una ciofeca immonda. È un fumetto che sa di già visto, d'accordo, ma di tanto in tanto può regalare ciò che tutti i lettori cercano da un fumetto, ossia intrattenimento. Un intrattenimento che dal punto di vista delle storie è altalenante, ma che può vantare un parco disegnatori invidiabile, a partire dal copertinista Fabrizio de Tommaso che è una gioia per gli occhi. La tricromia, caratteristica peculiare della serie, per me ha molti alti e bassi, a volte è messa lì un po' a caso, altre volte invece migliora la sequenza di vignette.
La consiglierei a qualcuno, questa serie? Sì, perché in fondo si lascia leggere nonostante le tante ingenuità presenti e certe trovate riproposte per l'ennesima volta. Forse è una serie più adatta a qualcuno che ha letto poco in vita propria, sicuramente capace di stupirsi per ciò che è già stato raccontato in altre testate.

01 ottobre 2016

Son of Zorn s01e02 - Defender of teen love - sub ITA

Continuo con l'esperimento, dato che questa puntata è andata in crescendo e mi è venuta voglia di tradurla.

Qui trovate solo il file di traduzione, da montare sulla versione video LOL che dovete trovare da voi. 




Questi sottotitoli li trovate su Opensubtitle: LINK
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28 settembre 2016

Son of Zorn s01e01 - Return to Orange County - sub ITA

Voglio fare un esperimento.
Mi sono imbattuto in questa serie comedy americana di recentissima uscita, Son of Zorn, rete FOX, e finora non ho trovato in giro sottotitoli in italiano, ma solo in inglese e in qualche altra lingua.
Mi sono cimentato, quindi, nella traduzione e... con tutti i suoi limiti, penso non sia venuta male. Sicuramente non ho dimenticato le virgole prima e/o dopo il vocativo, come spesso accade su altri siti italiani ben più rinomati e che traducono sottotitoli da anni.
La serie è divertente, fa uso di una tecnica mista fra animazione e attori in carne e ossa e... si fa guardare volentieri.

Detto questo, è un esperimento. Potrei continuare con la traduzione oppure no, dipende da tanti fattori (per esempio se verrà portato avanti da uno di quei team italiani che di tradurre sottotitoli se ne intende per davvero, di certo non posso competere in velocità essendo da solo).

Qui trovate solo il file di traduzione che potete usare sulla versione KILLERS della puntata. Che sta a voi trovare, non mi prendo responsabilità. Ho tentato di mettere mano al sincrono delle battute dove possibile.



E, qui di seguito, una anteprima della serie, di certo più esaustiva di un riassunto scritto:

24 settembre 2016

Adam Wild, secondo anno di avventure

Adam Wild sta per giungere al termine, manca poco al fatidico numero 26.
Nel frattempo, riprendendo il post di esattamente un anno fa "Adam Wild, primo anno di avventure", dico la mia sul secondo anno di pubblicazione dell'opera, cioè dal numero 13 al 24.
Complice anche il mio soggiorno all'estero per tre mesi (per lavoro), recuperare gli arretrati delle varie testate che seguo fra edicola e servizio Bonelli online si è rivelato e si sta rivelando dispendioso a livello di tempo. Per ora son riuscito a recuperare i quattro numeri di Adam Wild, dal 21 al 24, e che ho potuto leggere soltanto ora.


Seconda annata.
Ma partiamo dai numeri 13 (Nella giungla metropolitana) - 14 (Incendio alla zoo) - 15 (Uomini e cinghiali), un tris di albi ambientati nella grigia Londra di fine '800 e che mettono molta carne al fuoco. Innanzitutto il rapporto fra Adam e i vertici della Royal Geographical Society, con il Nostro che sfida apertamente i pezzi grossi e, subito dopo,la trama va avanti con la proposta di una ricerca archeologica della mitica città di Odwina, nel sud dell'Africa, descritta dall'esploratore/tuttofare Farini anni prima. Incarico che si intreccia con la richiesta, da parte della regina Vittoria in persona, ad Adam, di recarsi in Sud Africa per convincere gli Zulu a passare dalla parte degli inglesi nel conflitto apertosi fra quest ultimi e i boeri, ovvero i coloni di origine olandese stanziatisi in Sud Africa. Nel mezzo, un complotto per infangare la figura di Adam Wild e di Amina.

Si prosegue con gli albi 16 (Lagos) e 17 (La suprema catastrofe), quindi col ritorno nel continente nero per raggiungere il Sud Africa. Una storia doppia che mette a nudo i giochi di potere della Corona in territorio nigeriano, dove un boss locale, che aiuterà Adam e soci, in realtà è un agente di Sua Maestà la regina Vittoria. I Nostri dovranno vedersela con un signorotto locale, un profeta che porta avanti una forma di islamismo estremista, riuscendo anche a smascherare gli ufficiali inglesi corrotti coinvolti nella questione.
Una doppia che ha molte analogie con gli avvenimenti dell'epoca moderna.

I numeri 18 (La corsa degli struzzi) e 19 (La scelta sbagliata) introducono un turbine di complotti, spie inglesi, corruzione, sparatorie. Lady Gertrude si rivela essere una spia per conto della Corona e incarica Adam di infiltrarsi tra i finanziatori dei boeri.

Dal numero 20 al 21 si arriva finalmente a Odwina e... niente, credo sia stata un'occasione sprecata. Riconosco che mancano pochissimi albi al termine, ma il pezzo di trama riguardante la mitica città perduta si risolve in una bolla di sapone, in un mix di visioni mistiche e qualche sequenza confusa.

Si arriva infine ai tre albi che chiudono il secondo anno di avventure, ovvero i numeri 22, 23 e 24 e che raccontano gli inizi della guerra anglo-boera, sicuramente un avvenimento storico non conosciutissimo in Italia. Compaiono i personaggi di Churchill e Gandhi, a mio modo di vedere fini a se stessi: intervengono in qualche dialogo con i protagonisti e poi svaniscono. Ovviamente, i due, che parteciparono per davvero alla guerra anglo-boera in gioventù, non sono ancora i personaggi storici che diventeranno qualche decennio dopo.

Insomma, che dire? Di per sé la serie si è mantenuta più o meno stabile, alternando ottime storie ad altre leggermente meno riuscite. Il punto di forza, almeno per me, è l'ambientazione africana e tutto ciò che di storico se ne può ricavare, andando a far luce su avvenimenti che difficilmente trovano spazio sui libri di storia del liceo, se non qualche riga abbozzata. 
Dal punto di vista dei disegni, invece, nulla da rimproverare, anzi... qualità eccellente che purtroppo non è riuscita ad attenuare il calo di vendite, portando all'inevitabile chiusura fra poco meno di due mesi.
Si è visto un po' di tutto: personaggi storici, doppiogiochisti, l'adolescenza di Adam, la Londra di fine '800, l'Africa meno nota a molti, archeologia misteriosa e guerra.
Restano due albi in cui spero venga chiusa degnamente l'epopea di Adam Wild e dei suoi amici e chissà, così l'autore sembra aver fatto capire da certi post su Facebook, è probabile che Adam possa ritornare in futuro in edicola, magari con qualche numero speciale.
La collezione finora.


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