25 febbraio 2017

Son of Zorn arriva in Italia

Nemmeno a farlo apposta, scopro che la serie Son of Zorn, la cui prima (e per ora unica) stagione è stata tradotta amatorialmente dal sottoscritto, arriverà ufficialmente in Italia, con relativa localizzazione nella nostra lingua, sul canale FoxAnimation dal 9 marzo 2017. Però bisogna avere SKY, quindi...



All'interno del link ci sono due clip di anteprima.
La clip di presentazione ripropone i minuti iniziali della prima puntata e... sorrido nel vedere come è stata tradotta la prima frase di Zorn: il professionista è arrivato alla mia stessa conclusione e la scelta di traduzione coincide in toto. Non vedo l'ora di scoprire come verranno adattati tutti gli altri giochi di parole e capire se si poteva fare meglio o meno.
Detto questo, rilascerò il pacchetto di traduzioni tra qualche giorno per scrupolo personale, e vi invito caldamente, almeno per chi ha SKY, a godersi la serie con una traduzione professionale.

24 febbraio 2017

Son of Zorn s01e13 - All Hail, Son of Zorn - SEASON FINALE - sub ITA

Finale di stagione per Son of Zorn.
Non si sa se ce ne sarà una seconda o meno. Nel caso, sarà riportato qui sul blog.

Sottotitoli per la versione SVA, mi raccomando.



Questi sottotitoli li trovate su Opensubtitle: LINK
e anche su addic7ed: LINK



Fra qualche giorno rilascerò un pacchetto contenenti le traduzioni della prima stagione rivedute e corrette.
E credo anche un paio di post sulle sfide di traduzione incontrate e un mio parere sulla serie. 
A presto.

23 febbraio 2017

[Bonelli] Morgan Lost 17 - Jerome X

uscita 21/02/2017
Soggetto: Claudio Chiaverotti
Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti
Disegni: Alessandro Pastrovicchio
Copertina: Fabrizio De Tommaso
Colori: Arancia Studio


Troppe domande attanagliano la mente di Morgan Lost: chi lo chiama fuori dalla finestra del trentesimo piano, nel cuore della notte? Chi ha brutalmente ucciso la bella nel tunnel dell'amore? Chi ha infranto l'orologio del tempo? Ma soprattutto… chi è Jerome X?
Diciassettesimo albo per Morgan Lost.
C'è un bambino, probabilmente affetto da una forma lieve di autismo, che ha un amico immaginario, più o meno come tutti i coetanei di questo mondo, che però gli parla e gli consiglia cosa fare. La famigliola sembra felice, la classica scenetta del focolare americano anni '50: madre casalinga e padre lavoratore, nella fattispecie orologiaio (elemento importante). Succede che d'improvviso, durante la cena, la moglie confessa in lacrime al marito di averlo tradito, quest'ultimo si allontana dal desco e torna in negozio per cercare di assimilare la notizia ed evitare di fare pazzie.
Nel frattempo, un individuo non meglio identificato libera delle creature dallo zoo, tra cui un gorilla, una tigre e un dinosauro volante preistorico, scatenando panico e morte in città, ma tutto si risolve grazie all'intervento dei corpi speciali. Morgan Lost, per l'appunto e per puro caso, si scontra proprio con la tigre, uccidendola per evitare il peggio. Morgan è sovrappensiero, tra lui e una donna è scattata una passione improvvisa e ciò gli rende la mente assorta fra mille dubbi e ripensamenti.
SPOILER: un po' anche riprendendo quanto visto nella serie tv WestWorld, interessante è il parallelismo fra le due storie narrate che all'apparenza sembrano avvenire nello stesso momento. E invece no, avvengono a distanza di anni. E quindi, colpo di scena, il bambino della prima storia non è altri che l'assassino del mese che ha liberato le bestie dallo zoo. Un individuo fortemente scosso, per altro, dall'aver assistito al suicidio della madre prima e alla morte del padre per infarto dopo pochi mesi, e che quindi da adulto diventa uno squilibrato pericoloso.

Purtroppo, però, Morgan Lost (serie) ricade su un aspetto che mi ha sempre lasciato interdetto, ossia spiegare per filo e per segno cosa è accaduto, come se io non potessi arrivarci autonomamente, come se avvenimenti del genere non facessero parte del tessuto della cronaca quotidiana. C'è tutta una sequenza che si svolge fra la profiler Pandora e il nostro Morgan che è praticamente uno spiegone duro e puro. Si cerca di aggiustare il tono aggiungendo alla spiegazione razionale una non razionale, direi quasi romantica e forse più facile da digerire. Tuttavia l'albo è piacevole, scorre un po' a singhiozzo, ma la quadratura del cerchio avviene tutta nel finale e riallaccia tutti i frammenti sparsi nelle pagine precedenti.

Ai disegni, con sorpresa e piacere, ritrovo un nome a me molto familiare, cioè quello di Alessandro Pastrovicchio, già apprezzato alle chine di PK, in coppia col fratello Lorenzo ai disegni. Infatti, l'ora disegnatore Alessandro non lesina qualche incursione del suo stile disneyano nei disegnini appesi al muro e sparsi in questo albo. Oltretutto, mi accorgo solo ora, ha anche disegnato gli albi 4 e 22 di Saguaro, altra serie Bonelli che ho apprezzato moltissimo.
Copertina ottima come sempre, anche se non capisco bene la presenza di quel mostro blu che attacca Morgan, nell'albo non c'è.

Nota positiva per l'accenno marcato di una trama orizzontale, anzi... meglio dire di una continuità più serrata, come da me più volte desiderato e auspicato. Anche nell'editoriale a inizio numero si fa riferimento a tale continuità che, a quanto pare, cambierà il mondo di Morgan Lost (personaggio e serie). Bene così.


14 febbraio 2017

07 febbraio 2017

[Bonelli] Morgan Lost 16 - Ricordati di Elizabeth

Uscita: 21/01/2017
Soggetto: Claudio Chiaverotti
Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti
Disegni: Giuseppe Liotti
Copertina: Fabrizio De Tommaso
Colori: Arancia Studio


Elizabeth ha diciassette anni. Ha freddo, ha paura, eppure è morta… Il suo killer è conosciuto come l’Uccisore di Scarafaggi, e se Morgan Lost non riuscirà a fermare la sua mano assassina, farà del male ad altre ragazze!...
Sedicesimo albo di Morgan Lost.
Bel traguardo, a prescindere che le serie piaccia o meno. Soprattutto se l'autore, Claudio Chiaverotti, dà notizia che la serie proseguirà oltre il venticinquesimo numero.

C'è in circolazione un nuovo killer che ammazza giovani donne, si è ritagliato la sua fetta di fama in questo mondo ucronico dove i killer sono adorati come star (ma succede anche da noi, riflettiamoci bene), ma non come sperava, i suoi omicidi non fanno notizia e passano in secondo piano se paragonati a quelli di killer più noti. Quest'uomo, che di professione fa il disinfestatore da topi e scarafaggi, è l'emblema della mediocrità e credo sia questo il tema portante dell'albo.
Il killer, come vediamo all'inizio, convive col ricordo della madre morta, idealizza una modella famosa come la donna perfetta, scoprendo poi che non è così. E (SPOILER) morirà per mano sua, in maniera beffarda, continuando imperterrito il proprio percorso di vita mediocre... morte compresa.
La donna, la modella in questione, è anch'essa una personificazione della mediocrità... una donna estremamente volubile, accecata dalla fama e consapevole della propria bellezza. Non esiterà a sedurre il Nostro Morgan Lost per poi scaricarlo alla prima occasione, illudendolo. Quante storie del genere accadono oggigiorno nel nostro mondo? In questo fumetto è sicuramente tutto molto semplificato per via del numero di pagine, ma credo il messaggio sia chiaro.
E poi c'è un certo personaggio, la giovane Elizabeth, uccisa a inizio albo dal killer e che, da fantasma osserverà lo svolgersi degli eventi, quasi lamentandosi di essere stata uccisa da un killer non troppo famoso come Wallendream, quasi la sua scomparsa fosse poco importante per eventuali indagini e non al pari delle altre vittime. In poche parole, una vittima mediocre. Una vittima qualunque, di cui solo il lettore saprà che fine abbia fatto, e che rimarrà tale finché il corpo non verrà scoperto da Morgan intento nella sua indagine.

Albo che tutto sommato non è malaccio.
Soprattutto ora, dopo sedici albi, dove è grossomodo chiaro cosa aspettarsi da questa serie numero dopo numero. E forse è meglio così, questo tempo è stato impiegato per costruire un mondo e un contesto poco veritiero, ma credibile, in cui ambientare storie che hanno qualcosa da raccontare.

Disegni di Giuseppe Liotti notevoli, in linea con ciò che si è visto finora.
Forse la colorazione sembra quasi fuori posto, un po' posticcia.

Morgan Lost procede dritto, tranquillo, con la sua bella formula autoconclusiva, ma... forse abituato al prodotto televisivo, mi piacerebbe intravedere per lo meno un accenno di trama orizzontale, un filo rosso da seguire pian piano e che accompagni la lettura.


03 febbraio 2017

Il fansub delle serie giapponesi è morto

D'accordo che negli ultimi due/tre anni anni, o anche di più, mi sono allontanato volontariamente dal sotto-mondo delle scan e del fansub (intendo come fruitore), ma solo ora mi accorgo che il fansub delle serie giapponesi è praticamente morto.
Essendo stato per un tempo relativamente lungo anche dalla parte di chi "produce", nella fattispecie le scan dei manga, conoscevo anche il funzionamento del fenomeno parallelo del fansub delle serie anime, tutte le fasi di lavorazione e via dicendo.
Ci sono arrivato con due anni di ritardo.


Senza nascondersi dietro un dito, sottotitolare un anime non è per nulla semplice e può risultare lungo e tedioso, a mio parere anche di più rispetto al processo similare che c'è dietro alle scan (che comunque mica scherza). Quindi, per dire, non è da tutti.
Il fansub di serie giapponesi in Italia è nato grossomodo agli inizi degli anni 2000, grazie anche a una maggiore diffusione e velocità delle linee internet, da quei bambini che negli anni '80 e '90 sono cresciuti con i cartoni animati del Sol Levante, imparando a conoscere indirettamente, anche se in maniera a volte edulcorata da una traduzione del doppiaggio troppo frenata, un paese affascinante ed esotico. Quei bambini, una volta cresciuti, da autodidatti hanno portato in Italia, in maniera ovviamente non legale, tante serie animate snobbate sia dalle televisioni nostrane che dai canali di distribuzione home video.

Poi si sa come sono andate le cose, non serve rinarrare a grosse linee la storia del fansub in Italia.
Ma... ma... ma... il punto "debole" su cui si reggeva il tutto, e qui il discorso comprende sia le scan che il fansub, era l'illegalità data dall'infrazione del diritto d'autore. Possiamo raccontarci tutte le favoline dal caso, come sempre si è fatto in questi casi, che lo si fa per passione, che il fenomeno amatoriale fa scoprire le nuove serie che verranno acquistate ufficialmente ecc... ecc... aria fritta e strafritta. Ma l'illegalità rimane, oltretutto che il fansub basava la propria caratteristica sulla condivisione di materiale video con i sottotitoli impressi, i famosi Hardsub.
Quello che faccio io con Son of Zorn, per esempio, si chiama Softsub, cioè rilascio solo il file di traduzione, un semplice quanto banale file .txt. Il compito di "violare" la legge reperendo la puntata in questione da internet ricade sullo spettatore che si serve del sottotitolo. Il softsub rientra in una zona grigia della legalità che ancora faccio fatica a capire bene: si parla di infrazione del diritto di traduzione (QUI dovrebbe essere spiegato meglio), ma alla fin fine il verdetto qual è?
Ma vabbè, semplifichiamo enormemente il discorso dicendo che il softsub è "legale"... ma di certo l'hardsub, prerogativa del fansub, è (era) totalmente illegale.
In entrambi i casi, comunque, il fansub ha avuto successo perché gratis. E gli utenti sono stati abituati ad avere tutto e subito senza spendere nulla.
Ed è più o meno ciò che è successo con Steam, la piattoforma digitale di videogiochi per pc, che ha dato una grossa sferzata ai giochi piratati. Un gioco originale e a prezzo irrisorio batte lo stesso gioco piratato, gratuito, ma pieno di errori e crack varie.

Anche se ora poco attivo, fino a pochi anni fa era bello vispo il forum RecensubsHQ, un indicatore della qualità del fansub nostrano. All'interno vi discutevano i componenti dei maggiori gruppi di fansub italiani, ma anche utenti e fruitori in genere, andando anche a scambiarsi consigli e soprattutto pareri e recensioni di vari gruppi all'epoca attivi. Notevole la vena sarcastica con cui venivano perculati pesantemente quei fansub che nascevano come funghi e che erano formati da minorenni sgrammaticati. Ma lo stesso, nel senso dei gruppi che nascevano come funghi, accadeva anche per le scan... con la differenza che mentre i gruppi di fansub scarsi si estinguevano dopo poco tempo per manifesta incapacità, i gruppi di scan nati nello stesso modo continuano ad esistere e a rimanere ugualmente scarsi tutt'oggi.
Ritornando al discorso, il forum di Recensubs ha visto pian piano calare l'attività, anche perché hanno chiuso i battenti, hanno gettato la spugna, si sono arresi anche i gruppi fansub di un certo livello. A quanto pare, le persone più in gamba sono state reclutate dai vari canali ufficiali italiani. Da ricordare anche la regola non scritta sull'etica del buon fansubber, cioè interrompere qualsiasi serie in lavorazione non appena in Italia ne venivano acquistati i diritti. Sempre illegale rimaneva, ma almeno c'era una parvenza di etica e così si è andati avanti per molto tempo.
Ricordo col sorriso un gruppo in particolare che seguivo assiduamente, gli Omoshiroi, che subbarono le due serie di Kaiji e quella di Akagi, sicuramente prodotti che mai si vedranno ufficialmente in Italia. Ma ora è tutto finito e il sito degli Omoshiroi è scaduto da anni.

Che poi, alla fine, cosa è successo? Grossomodo quello che si auguravano molti quando il fenomeno amatoriale era al suo apice, cioè un sistema assolutamente legale che facesse risultare obsoleto e inutile quello illegale. E così è stato.
Tanti sono i servizi di streaming legale presenti in Italia, ne cito giusto quattro fra quelli che conosco, ma ce ne saranno sicuramente altri:

VVVID - link
Popcorn TV - link
Crunchyroll - link
Yamato Animation - link

L'unico inconveniente vero e proprio è che delle serie proposte vengono acquistati i diritti di pubblicazione, e questi diritti prima o poi scadono dopo qualche mese, quindi... ma forse siamo stati abituati ad avere tutto e subito, non riusciamo ad essere veramente obiettivi sulla questione e vediamo la cosa come un problema.

Questi servizi hanno dato quindi una alternativa valida, gratuita, legale, sicura, comoda e soprattutto professionale. Perché è inutile che ci giriamo attorno, la traduzione amatoriale, per quanto fatta bene, rimane amatoriale e non può essere preferita a un lavoro di un professionista (anche se, per esempio su VVVVID, ho notato molti errori di punteggiatura e qualche verbo avere senza H).
Per carità, ci sono casi e casi di errori di professionisti (The Big Bang Theory) e di grandi capacità di adattamento dell'appassionato (Bojack Horseman), ma anche il traduttore amatoriale, quello che si erge a paladino della passione, sbaglia spesso e volentieri. QUI, per esempio, gli esempi lampanti.
Per dire, anche il mio lavoro su Son of Zorn è quello che è. Se mai un giorno ci dovesse essere una versione ufficiale, è normale scegliere un prodotto curato da dei professionisti, cosa che io ancora non sono. Poi ci faremo tutte le seghe mentali con tutti i confronti del caso, dove la traduzione amatoriale risulterà migliore, ma non sempre è così.

La conclusione, dopo questo discorso disordinato, è che il fansub delle serie giapponesi in italiano, che si basava principalmente sull'hardsub, è praticamente morto (o al massimo agonizzante).
Invece, il "fansub" delle serie tv anglofone è più vivo che mai e continua a crescere perché ha sempre puntato sul softsub, basti vedere i tanti team di traduzione che nascono dal nulla ogni tanto. Anche se sono curioso di capire come evolverà il pubblico nei prossimi anni in relazione ai servizi di streaming analoghi a quelli prima citati, ma di più ampio respiro, tipo Netflix e Amazon Prime Video, e che sono l'alternativa vera e propria ai softsub delle serie tv anglofone.

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