27 gennaio 2017

Due parole sulla mia traduzione di Son of Zorn - PARTE I

Non ricordo su quale sito, stavo leggendo un articolo che presentava tutte le nuove serie tv dell'autunno 2016.
Mi cade l'occhio su una immagine e sulla descrizione di Son of Zorn, serie che mischiava la tecnica di animazione con attori reali (non è una novità, un esempio lampante è Mary Poppins che è addirittura del '64) e che strizzava l'occhio alla cultura anni '80.
Premessa, quest'ultima, in parte mantenuta: Zorn è un guerriero a mo' di He-Man, anche il suo mondo Zephyria e i personaggi di contorno ricordano tantissimo la mitica serie animata degli anni '80. Però, per il resto, non è altro che uno sguardo ironico alle problematiche in cui si imbatte una coppia separata/divorziata con figli. Ma forse su questo ci torneremo dopo.

Per quanto riguarda la traduzione, ci sono delle difficoltà belle grosse dovute sia all'eccessivo slang americano e sia a neologismi/parole inventate derivanti dalla bizzarra terra di Zephyria.
Se nel secondo caso, una volta entrato nell'ottica, viene tutto naturale ed è divertente dare una propria interpretazione che rispecchia in un certo qual modo il senso di stupore/smarrimento che provano gli anglofoni, nel primo caso è tutto un casotto: due personaggi in particolare, Alan(gulon) e Craig, tendono a usare espressioni estremamente gergali e che è difficile riproporre in italiano dato che manca un corrispettivo valido. Ma internet è un posto meraviglioso e cercando in giro qualche soluzione la si trova sempre.

Approfittando anche dell'ennesima pausa di programmazione della serie, andrò a stilare degli interventi in più parti riguardo la traduzione della serie. In questa prima parte elencherò le scelte più particolari che ho preso per i primi cinque episodi e perché.

EPISODIO 1

 

Cut in, in italiano, significa intromettersi. E fin qui ci siamo.
Però c'è quell'elemento visivo molto potente, cioè Zorn che taglia in due il mostro, che non si può ignorare. Cut in infatti può anche intendersi come cut in (half), cioè tagliare a metà. Quindi come mantenere l'ambiguità del gioco di parole e di immagini? Con un bel darci un taglio che sta per sia per il taglio al mostro che, in senso molto lato, intromettersi nella battaglia. Mi sembra una buona soluzione.



Alzi la mano chi sa cosa sia Altoids.
Lo spiego io: Altoids è un marchio di mentine molto famoso negli Stati Uniti. La particolarità è che queste mentine vengono distribuite in piccoli astucci/scatolette metalliche.
Nel dialogo precedente, Scott (in immagine) si lamenta del fatto che, da quando il padre di Alangulon è entrato a scuola con la spada tanti anni fa, abbiano messo i metal detector all'ingresso, in questo modo non può più introdurre un oggetto metallico quale la scatolina Altoids. In Italia non le ho mai viste o, per meglio dire, ci sono, ma io non le ho mai notate. Ricordo quelle mentine superforti della Fisherman's, in quelle bustine di carta o le Tic-Tac nei loro astucci di plastica, ma sicuramente le mentine in scatolette di metallo non è che rientrino nel bagaglio culturale comune degli italiani, soprattutto il marchio Altoids che avrebbe lasciato spaesato più di uno se l'avessi lasciato tale e quale. Quindi, per preservare l'immediatezza della battuta, ho sostituito Altoids con i cestini per il pranzo tipici americani, di solito fatti di latta (ci ricordiamo i Simpson, sì?), ma per l'occasione diventati di plastica. Ci sta.


EPISODIO 2


Ora devo svelare un segreto.
Ogni tanto, nella traduzione di questa serie, ho messo delle sorte di indicatori, di segnalibri, di elementi che, se avessi ritrovato tali e quali nel lavoro di altri, avrei capito che probabilmente non era farina del loro sacco e che forse avevano usato la mia traduzione per fare un confronto delle parti ostiche. Uno di questi è maiden tradotto con signorina che vuol dire anche quello, ma che nel registro fantasy-medievaleggiante di Zorn è preferibile tradurre con donzella (o al massimo pulzella, ma forse è troppo oltre). Ho trovato in giro due episodi sub-ita di Zorn tradotti da un altro team (con qualche mese di ritardo rispetto a me) e, pur apprezzando alcune scelte di traduzione, storco il naso per molte altre e per certi errori commessi. Questa frase in particolare è uguale e identica, ma può essere un caso. Non che la mia traduzione sia perfetta ed esente da difetti, per carità, è un prodotto amatoriale e come tale va inteso, ma non mi sento di peccare di falsa modestia o di eccessiva presunzione nel dire che la mia traduzione, con tutti i suoi limiti, sia migliore. La serie non è semplicissima da tradurre, ma nemmeno impossibile.
Ritornando a noi, le parole "cambiate" non inficiano il senso delle varie scene, ma assicuro che saranno tutte corrette quando rilascerò il pacchetto di traduzioni dell'intera prima stagione. Oltretutto ci sono da correggere dei refusi di varia natura sfuggiti al mio occhio, quindi...


EPISODIO 3
Qui il gioco si fa più interessante.
Alangulon ha il difetto fisico di avere le gambe "animate" come suo padre, mentre dalla cintola in su è umano come sua madre. Quindi, per evitare di far notare la propria diversità, indossa sempre i pantaloni lunghi, anche in palestra come in questo caso. Il bullo della situazione lo apostrofa Earl Sweatpants, che è un gioco di parole che si basa su Earl Sweatshirt (sweat = sudore, pants = pantaloni), nome d'arte di un rapper che io non conosco, un tale Thebe Neruda Kgositsile... non saprei nemmeno come pronunciarlo. Ho provato a chiedere ad amici appassionati di hip hop e non lo conoscono, figurarsi gli altri, come me, che di hip hop non si interessano. La soluzione da me adottata si basa su un gioco di parole fra il faraone Tutankhamon e la tuta da palestra, che di solito è composta anche da pantaloni lunghi (o almeno la prima immagine che viene in mente pensando alla tuta sono maglietta/felpa e pantaloni lunghi). TUTA-Tutankhamon... per me è una buona scelta.



Zorn chiede al proprio figlio Alan se qualcuno lo prende di mira, in questa sequenza c'è la sua risposta. Swamp Butt diventa faccia da culo, perché così vado ad adattare il neologismo creato da Alan, quel swampliment che diventa automaticamente CULplimento. Non è letterale e forse si poteva tradurre in maniera migliore, ma anche così non mi pare che il risultato sia disprezzabile.




Qui c'è un'altra bella sfida: Zorn gioca con la cartoleria d'ufficio inscenando un cattivone che minaccia un padre indifeso, e fin qui tutto bene. Il problema nasce con la battuta finale, quel foiled again che è un arguto gioco di parole fra foil (il foglio di alluminio) e fooled (gabbato, fregato di nuovo), anche perché la scena si conclude con Zorn che accartoccia un foglio di carta stagnola. Un po' ricordando la prima battuta adattata sul cut in, ho immaginato l'ultima frase come un da strapparsi i capelli che, riprendendo l'immagine della carta stagnola appallottolata, diventa da accartocciarsi i capelli. Mi è sembrata la scelta migliore, altre non me ne venivano.


EPISODIO 4

Qui altro gioco di parole quasi intraducibile in italiano.
What's up significa che succede, come va, e soluzioni similari. Però Alangulon gioca col concetto di Up (sopra) e Down (sotto/giù) che nelle espressioni corrispettive italiane non si trova. Quindi ho adattato con un più giovanilistico come butta e giocarla sul fatto che Alan, vegetariano e attento all'ambiente, non butti niente. Ho perso il gioco di parole originale sostituendolo con un altro, però il risultato finale c'è e l'immediatezza della battuta viene preservata.

Hit 'em with the Hein! è intraducibile al 100%.
È una espressione che si rifà al nome di un presentatore radiofonico, tale Jon Hein, nata per caso. In questo VIDEO è lui stesso a spiegare com'è cicciato fuori il tormentone. Che è tale negli Stati Uniti, almeno credo, ma fuori dai loro confini sicuramente no. Ho scelto un più semplice ed è dentro perché Zorn calcia col dito un oggettino imprecisato fra le braccia alzate di Alan, a mo' dei goalpost, cioè le porte del football americano, e fa gol.


Zorn spiega al figlio che in quella casa ci è morto l'inquilino precedente. In inglese dice che è morto sepolto da una montagna di cataloghi della Lane Bryant che... non so cosa sia. Mi informo e scopro che è un marchio di biancheria per donne in carne... e lasciarlo così non avrebbe avuto senso. Ho adattato col catalogo di intimo, un classico, forse andando a perdere quella sfumatura di degrado umano che solo un catalogo di intimo per donne sovrappeso può dare, andando anche a rimarcare il maschilismo spinto del personaggio di Zorn, ma la frase sarebbe stato troppo lunga per il numero di frame a disposizione. Qui, per esempio, è uno di quei casi in cui ho dovuto sacrificare determinati elementi per agevolare la lettura, ma pur mantenendo la battuta.


In questa scena, dopo che Alangulon e i suoi amici hanno fatto un casotto con lo spara-lava di Zorn, la guardia notturna del parcheggio chiede lo strumento come "bustarella" per stare zitto e fa fare a Zorn una foto da mettere su un sito di appuntamenti. OkCupid esiste, è un vero sito di appuntamenti e non l'avevo mai sentito prima di allora. Ho deciso di sostituirlo con il più nostrano Meetic, sempre per mantenere l'immediatezza, anche se in questo caso ci si poteva arrivare comunque senza sostituire il riferimento culturale, ma sono andato sul sicuro. La difficoltà si crea nel rigo sottostante con quel come ang gAt it, con la A, che se fosse con la E si tradurrebbe fatevi sotto, signore, ma avrei perso il gioco di parole fra get e gat, dove gat è la rivoltella o comunque un'arma da fuoco. Quindi ho scelto col mio pistolone, signore perché innanzitutto il fucile ha una certa dimensione e secondo perché può essere la tipica descrizione di una foto che si mette online, giocando anche un po' sui doppi sensi. Io l'ho vista così.


EPISODIO 5


Una chopped salad, almeno vedendo varie immagini e siti di cucina in inglese, è una sorta di insalata a tocchetti con un po' di tutto. Quindi un'insalata mista.
Il cliente si lamenta di non avere una chopped salad sul tavolo come aveva ordinato, scatenando così l'inventiva del cameriere zephyriano che, al sentire chopped (tagliare/sminuzzare), fa a pezzi l'insalata integra appena portata. Qui la soluzione mi pare appropriata, da notare la mia insistenza sul termine mista fino all'ultima frase, cercando così di ovviare al gioco di parole mancato fra il verbo chop e il nostro aggettivo mista.

Zorn porta Alan in un ristorante tipico zephyriano per farlo entrare in contatto con la cultura del suo popolo. Il ristorante si chiama Taste of Zephyria, il gusto della Zephyria, ma mi sono spinto oltre sostituendolo con Bella Zephyria, andando un po' a richiamare i ristoranti Bella Napoli sparsi in tutto il mondo. Un'idea particolare che forse acquista più fondamento con la prossima serie di immagini.



In questa scena nel ristorante si festeggia un compleanno e il locale porta a sorpresa una torta al cliente. La canzoncina cantata dallo staff, a mio modo di vedere, trova più immediatezza col nome cambiato del ristorante come prima accennato. Da notare gang tradotto con staff, quando invece è inteso nel senso di una banda di persone che, nel caso degli zephyriani, amano la guerra. Ma in italiano la parola banda crea ambiguità e quindi ho optato per un più smorzato staff.

Cosa non è questa frase.
Lo gnomo in figura, nel giardino dei vicini, ha un sensore che, al passaggio di persone davanti a lui, fa partire una vocina odiosa che recita there's no place like gnome.
There's no place like gnome si gioca tutta l'ambiguità con la pronuncia di home e gnome, infatti la frase originale è there's no place like home, traducibile grossomodo con non c'è posto migliore di casa propria. Dovevo quindi mantenere il gioco di parole fra gnomo e casa, ma in che modo? Mi è venuta in mente la pubblicità della Barilla, col suo slogan dove c'è Barilla c'è casa. E mi sento soddisfatto. Questo adattamento col rimando culturale italiano lo riprendo anche successivamente.


Zorn ascolta nuovamente lo gnomo recitare la solita frasetta.
Quello che poi dice Zorn, evidenziando il gioco di parole originale, l'ho adattato con la mia scelta, come appunto si vede. Questo fenomeno si chiama compensazione.


In originale si parla di Queen Latifah che... ancora una volta non conosco. Ho chiesto ai miei amici, a colleghi, a stranieri, persino a un paio di statunitensi qui in Italia, nessuno conosce Queen Latifah. Ho cambiato il suo nome con Will Smith e nella prossima serie di immagini si capisce meglio il perché.





C'è questo tale, Bill, che racconta un aneddoto che tira fuori ogni volta ne ha l'occasione.
Dice che prima di diventare medico era assistente di produzione per la serie Living Single che, ho cercato in giro, non è mai arrivata in Italia e in cui Queen Latifah era l'attrice principale. Però è una serie degli anni '90 e in Italia, una serie americana che poteva essere un corrispettivo, con anche un attore di richiamo, può essere sicuramente Willy, il principe di Bel-Air col suo Will Smith, che tutti conosciamo. Anche qui compensazione per mantenere intatta l'immediatezza di ciò che viene raccontato.



Qui finisce la prima parte, altre seguiranno in futuro.
Ovviamente spero che questa parentesi sulla traduzione amatoriale della serie sia stata interessante. A presto.

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